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SCENARIO/ Polito: Renzi "regala" il Pd a Scajola e Cosentino

Pubblicazione:giovedì 21 maggio 2015

Vincenzo De Luca (Infophoto) Vincenzo De Luca (Infophoto)

La Camera dei Deputati ha approvato la riforma della scuola con 316 voti a favore, 137 contrari e un astenuto. Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, ha commentato così: “Sono emozionata e soddisfatta, molto soddisfatta. E' stato un passaggio parlamentare molto vissuto, con coinvolgimento da parte di tutti, con interventi appassionati, talvolta appassionanti. Anche le opposizioni hanno mostrato una carica emotiva molto forte”. Un voto che per Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, è importante dal punto di vista dei contenuti, ma che dal punto di vista del consenso elettorale di Renzi cambia poco, in quanto la vera questione è “la rottura degli argini tra Pd e centrodestra che rappresenta il vero messaggio del voto in Campania, Liguria e Puglia, e che potrebbe costare a Renzi un forte astensionismo da parte dell’elettorato tradizionale di centrosinistra”.

 

La Camera ha approvato la riforma. Abbiamo una scuola migliore?

Secondo me sì. Gli elementi fondamentali della riforma tendono a quello che va fatto per modernizzare la scuola italiana. Il mio unico dubbio riguarda l’assunzione dei precari. Sconvolgere il principio in base a cui nella pubblica amministrazione si entra per concorso è un po’ pericoloso. Mentre l’autonomia dei singoli istituti e la responsabilità dei dirigenti scolastici sono tutte cose di cui si parla da decenni. Sono misure che vanno nella direzione di un’offerta formativa più flessibile, personalizzata ed efficiente.

 

A Renzi conviene di più andare subito al Senato o attendere le Regionali?

Francamente questa è tattica politico-parlamentare. A questo punto però Renzi ha già incassato un massiccio dissenso, e quindi gli conviene mostrarsi più decisionista e condurre in porto la riforma prima delle elezioni.

 

Sul tema della scuola si è ricreato il Patto del Nazareno con Forza Italia?

No. Il Nazareno era un patto politico che presupponeva uno scambio politico. Qui siamo piuttosto in presenza di una convergenza programmatica naturale, in quanto i contenuti della riforma della scuola sono in sostanza gli stessi che avrebbe voluto il centrodestra quando era al governo.

 

Alla vigilia delle Regionali, da dove vengono i principali rischi per Renzi?

Renzi si trova senza dei veri e propri competitor politici, non c’è qualcuno che può vincere le elezioni al suo posto. Il massimo del successo che può avere Salvini è il fatto di vincere in Veneto e ottenere delle buone percentuali nelle altre Regioni.

 

E Berlusconi?

Berlusconi non può vincere praticamente da nessuna parte. Se anche Caldoro vincesse in Campania, non sarebbe una vittoria di Berlusconi. Il massimo che può fare il Cavaliere è prendere più voti di Fitto in Puglia, cosa che secondo me accadrà.

 

Quindi Renzi non rischia nulla in questa tornata elettorale?


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