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SCENARIO/ Caldarola: no a Marina, Berlusconi sceglie Marchini (o Barilla) come suo erede

Pubblicazione:sabato 23 maggio 2015

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Perché il vecchio gruppo dirigente, Confalonieri in testa, è invecchiato, e il nuovo è incardinato sui due figli. Non gli sembra sufficientemente forte e intende proteggerlo.

Dunque l'ipotesi Marina secondo lei è tramontata?
Potrebbe esistere solo come ultima carta. Non la propone perché sa benissimo che Marina non ha la cosa più importante che un leader politico deve avere, l'appeal, che lui, papà Silvio, aveva da vendere. In secondo luogo, non vuole che un minuto dopo il suo ingresso in campo le arrivi un avviso di garanzia, come è successo a lui. 

Giovanni Toti?
E' bruciato. Mediaticamente, come leader, non ha sfondato. Anzi, non è da escludere che proprio per questo stia correndo in Liguria. Oggi Berlusconi è un po' come un vecchio cardinale che entra in conclave senza sapere cosa fare. Gli resta l'uomo da un paese lontano, nel senso che Forza Italia è l'ultimo posto dal quale può venire il successore di Berlusconi.

Ma allora dove guarda?
Guarda al mondo degli industriali, della finanza, dell'impresa, proprio per continuare il mito della società civile che produce e dà lavoro, quel mondo che vedeva e vede con fastidio tutto ciò che sa di stato. A quel mondo lui ha parlato fin dal '94 e quel mondo a lui si è rivolto.

Secondo lei, Caldarola, su quali cavalli sta puntando?
Potrebbero essere Guido Barilla o Alfio Marchini… Quest'ultimo è molto "romano", viene da una famiglia di sinistra, conosce la sinistra per averla frequentata, ma se ne è anche distaccato, ha sfidato Marino. E' giovane e buca lo schermo. Potrebbe essere lui il papa straniero. Sempre che Berlusconi faccia in tempo; ha un anno, un anno e mezzo per lavorarci su.

E se Berlusconi non avesse in mente nulla e stesse bluffando?
Con Berlusconi non si è mai sicuri di nulla, come non si è sicuri se venderà o no il Milan. Alla fine lo venderà, e lo dico da milanista. Allo stesso modo dovrà eleggere il papa straniero, i nomi ci sono o ci saranno. Però, ripeto, deve sbrigarsi.

Sbrigarsi perché?
Perché Berlusconi rimane un brand politico, ma se le sue percentuali elettorali risultassero troppo basse il gioco finirebbe completamente. Gli elettori sono un po' come i lettori dei giornali, quando cominciano a scappare non li riacchiappi più. E per farli tornate indietro, altro che ricchi premi e cotillons. Il punto delicato è proprio questo: il suo elettorato ha sempre visto in lui un uomo vincente, per questo lo ha votato. Ma se l'uomo non è più quello di prima…

Se invece tiene?
Può darsi. Non alle regionali però, dove l'unico risultato utile gli può venire dalla rissa di sinistra in Liguria. Ma se alle politiche superasse le due cifre, potrebbe continuare faticosamente a trattare.

A trattare?
Sì. Soprattutto se un eventuale ballottaggio dovesse dare come esito Renzi contro Grillo, che, allo stato, è l'ipotesi più probabile.

(Federico Ferraù) 



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