BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ELEZIONI REGIONALI 2015/ Ecco dove (e perché) Renzi sente "odore" di sconfitta

Infophoto Infophoto

Con la sua capacità di recuperare voti nell’ultima settimana, Berlusconi si sta concentrando totalmente sulla Liguria per cercare di conquistare i consensi che mancano a Toti in modo da consentirgli di battere la Paita. Se Toti del resto riuscisse a recuperare il 2-3% sulla Paita, che comunque è invisa in Liguria e sta andando male, Forza Italia potrebbe vincere.

 

Quali sarebbero le conseguenze a livello nazionale?

Berlusconi potrebbe utilizzare la Liguria, che è una Regione tradizionalmente governata dalla sinistra, come testa d’ariete per mettere in difficoltà Renzi. Il premier dice che il 4-3 gli andrebbe bene mentre nella realtà lo teme, altrimenti non lo avrebbe detto in anticipo. Sarebbe infatti proprio il 4-3, con la vittoria di Toti in Liguria, ad essere per Berlusconi la testa di ponte con cui iniziare la rimonta a livello nazionale.

 

C’è qualche altra Regione che potrebbe rivelarsi una sorpresa?

In Veneto la scissione tra Zaia e Tosi non promette bene per il centrodestra. Quando un partito si divide va molto in sofferenza, ma resta il fatto che la Moretti per il Pd non è un candidato forte. Se al suo posto ci fosse stato qualcun altro, il Veneto sarebbe stata una Regione a rischio.

 

Che cosa si aspetta dalla Campania?

In Campania contano i voti che portano le figure dei due candidati, De Luca e Caldoro. Negli ultimi cinque anni al potere c’è stato il centrodestra e secondo me siamo nell’imminenza di un cambio di giro.

 

Ipotizziamo un 5-2, con Toti che vince in Liguria e De Luca in Campania. Per Renzi sarebbe una sconfitta?

In questo caso per Renzi il risultato andrebbe bene, 5-2 non è un brutto numero. Giustificherebbe la sconfitta in Liguria dicendo che il Pd aveva un candidato debole a livello locale, ma potrebbe comunque ascriversi i meriti della vittoria in Campania.

 

Secondo lei il clima anti-euro finirà per avvantaggiare Lega nord e M5S?

No. Da tempo chiedo ogni anno nei sondaggi se per uscire dalla crisi sia meglio avere più Europa o meno Europa. Il trend delle persone che vogliono più Europa è costantemente in crescita. L’ultimo dato di quanti vogliono più Europa è stato del 66%, rispetto al 56% di un anno prima e di una cifra di poco inferiore di due anni prima. La gente vuole però che l’Europa cambi e che l’Italia sia più protagonista, e non che l’Ue resti così come è adesso.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.