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RENZI IN TV/ Un "direttore d'orchestra" a reti unificate. E Berlusconi lavora per lui...

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Tutto vero, non si fanno presìdi fuori dai cancelli Rai, le piazze non si riempiono contro il dominatore dell’etere. Prima di tutto, Berlusconi aveva la televisione, e continua ad averla, e la par condicio continua a non essere rispettata nelle sue riserve, ovvero Italia 1 e Rete 4, richiamate da sempre e tuttora per la predominanza assoluta di voci corali e unanimi col leader.

Renzi la controlla, per l’ossequio di chi ci lavora, ma la tv non è sua. Berlusconi divideva e divide, non sempre per sua colpa, ma comunque aveva sinceri e onesti oppositori, oltreché molti faziosi e scorretti. Renzi non ha opposizione (che aspiri a governare un giorno, e per questo non considero Salvini). Berlusconi aveva e ha un’età. Renzi si propone come nuovo, e per un po’ di tempo riuscirà ancora a farlo credere. Non ci sono altri più nuovi e affidabili, né intorno a lui (ci sta ben attento) né contro di lui. Berlusconi non è più credibile: ha svenduto la sua immagine da Casoria e Olgettine, e moralismo a parte, non aiuta a sognare, non suscita più invidia, ma un po’ pena.

Infatti adesso Berlusconi lo invitano anche nei salotti buoni, quelli dell’intellighenzia di sinistra à la crème, come invitano Pippo Baudo o Al Bano, ovvero un pezzo della nostra storia nazionale. Non c’è più il pericolo che riesca a ribaltare il tavolo, com’è successo tante volte, e non lo odiano più. Lui gigioneggia, sorride, scatena perfino l’applauso, pericolosamente sfiorando il ridicolo, e porta invece consenso a Renzi, che ha le mani in pasta, e le cose sembra farle, sembra gestirle, sembra conoscerle davvero. Se domina la scena, prim’attore senza antagonisti, non è solo merito suo, no è certo colpa sua. Non ha antagonisti. C’è solo Travaglio, e dovrebbero invitarli sempre assieme, in ogni programma. Altrimenti, acuti osservatori del presente ascoltano compunti, dissentendo al più con un incerto dondolio del capo. Intransigenti e sferzanti fustigatori alzano il dito scusandosi della domanda troppo audace, incapaci di replicare e incalzare.

E’ un brutto momento, per la televisione, si tira la cinghia, il futuro è incerto, il lavoro si restringe. Epperò il gusto del confronto vero, la testardaggine di capire sul serio, la passione per la ricerca, lo studio dei dati reali. La libertà, la dignità, eccetera.



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COMMENTI
27/05/2015 - Renzi alla RAI (Giuseppe Crippa)

Leggendo mi chiedevo quali ragioni spingessero Monica Mondo ad usare toni così taglienti e critici e dove fosse invece finito il suo solito stile più leggero anche se altrettanto ironico di dire le cose. Intendiamoci: criticare chi detiene il potere – Renzi nel nostro caso – è esercizio direi doveroso per ogni giornalista davvero libero, e quello che mi colpisce, oltre all’uso di qualche argomento ritrito, è il tono e non il contenuto. Forse una risposta alla mia domanda è nell’ultimo paragrafo: “E’ un brutto momento per la televisione (di Stato penso sia sottinteso), si tira la cinghia, il futuro è incerto, il lavoro si restringe”… Renzi sta provando a riformarne la governance: se la signora Mondo fosse preoccupata per questo le direi che non è il caso.