BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RENZI IN TV/ Un "direttore d'orchestra" a reti unificate. E Berlusconi lavora per lui...

Pubblicazione:mercoledì 27 maggio 2015

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Renzi a reti unificate. Quelle grosse, e quelle medie. E’ naturale scegliersi le platee più seguite e applaudite. Non ha molto da comunicare, quel che gli riesce meglio è se stesso, e la sua esuberanza da guascone che attira su di sé strali e sorrisi, ammirazione e ansia. Accentra, anche l’attenzione, e non c’è altra strada, per sviare da problemi che paiono insormontabili e via via più spinosi, nonostante i ripetuti appelli all’ottimismo e al sol dell’avvenire. Troppa comunicazione annulla la comunicazione? Non ancora, e pour cause.

Primo, la gente è stanca, della politica, delle chiacchiere, delle promesse, dei talk, degli spot, degli annunci, delle polemiche, di una classe dirigente che parla solo di sé, che si arrotola sulle proprie faide e ripicche, in cui ciascuno si reputa essenziale e determinante, anche se le sue percentuali di consenso non superano le due cifre.

Tattica, che ha stancato, perché non ci riguarda nella quotidianità affannata di tasse, criminalità, immigrazione incontrollata, irrilevanza internazionale (questa più brucia, e dà la misura di quanto i nostri guai siano irrisolvibili, quanto più diciamo che li stiamo risolvendo, quanto più millantiamo crediti sostanziali al di là di qualche stretta di mano o sorrisi un po’ meno ironici nei consessi che contano).

Secondo, se non Renzi, chi altri? Chi mai varrebbe la pena ascoltare? Qualche replicante nel suo partito, così fluido e inafferrabile, così poco partito? Qualcuno che ripeta peggio e con meno convinzione quel che il capo afferma con inattaccabile sicurezza e candido ardore? (sicumera e finzione, diranno altri, e sono il risvolto negativo della stessa arte di comunicare. Pugni e sorrisi, bastone e carota, un buffetto alle nonne che guardavano la Ruota della Fortuna e uno sfottò ai giovani già vecchi lamentosi critici per la loro insignificanza).

Il premier ha al suo fianco belle presenze e qualche bella persona, probabilmente di provata onestà e impegno. Ma è solo lui che decide, solo lui che da il la e dirige l’orchestra. Se lui si spende, meglio ascoltare l’originale, presidente del Consiglio e capo del partito di maggioranza (pazienza se del tutto relativa, poiché basata sui sondaggi, non sul voto, sulla maggioranza di una minoranza). Oltretutto, l’imitazione di Crozza si sovrappone al personaggio reale, scatenando un effetto simpatia, un inconscio, contagioso ribaltamento d’immagine tipico dell’eccesso di satira. Quando il comico esagera, si sorride di più, gli si crede di meno. E le criticità si smorzano.

Dunque, Renzi spopola, e qualche voce stizzita ricorda i termini della par condicio, rammenta la sua rigida osservanza quando c’era lui, il Cav, notando ripetute affinità tra i due leader che ci sono toccati in sorte (va bene, uno era stato scelto e l’altro no, però è stato così bravo che adesso lo sceglierebbero, e poco cambia).


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
27/05/2015 - Renzi alla RAI (Giuseppe Crippa)

Leggendo mi chiedevo quali ragioni spingessero Monica Mondo ad usare toni così taglienti e critici e dove fosse invece finito il suo solito stile più leggero anche se altrettanto ironico di dire le cose. Intendiamoci: criticare chi detiene il potere – Renzi nel nostro caso – è esercizio direi doveroso per ogni giornalista davvero libero, e quello che mi colpisce, oltre all’uso di qualche argomento ritrito, è il tono e non il contenuto. Forse una risposta alla mia domanda è nell’ultimo paragrafo: “E’ un brutto momento per la televisione (di Stato penso sia sottinteso), si tira la cinghia, il futuro è incerto, il lavoro si restringe”… Renzi sta provando a riformarne la governance: se la signora Mondo fosse preoccupata per questo le direi che non è il caso.