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SOS SBARCHI/ Frattini: l'Europa tratta Renzi (e noi) peggio dei migranti

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Il premier Renzi ha davvero la possibilità di imporsi rispetto ai capi di governo, rimarcando che non è accettabile per la credibilità del Consiglio europeo che prima si decida una cosa e poi se ne faccia un’altra.

 

Con quale forza ritiene che Renzi abbia la possibilità di imporsi?

Renzi deve creare una maggioranza sul voto, costruendola con gli altri Paesi forti a partire dalla Spagna. E’ incredibile che un Paese come la Spagna sia contrario a un’iniziativa di solidarietà mediterranea. Se già si sfila Madrid, la Francia da sola e la Polonia non riescono a creare una maggioranza. Un’azione diplomatica è indispensabile per coagulare quei Paesi che possono formare una maggioranza intorno a un’iniziativa più robusta.

 

Il fatto che l’Italia non riesca a farsi ascoltare neanche dalla Spagna significa che la credibilità del nostro Paese è in calo?

Dove si tengono le elezioni, come in Spagna, i Paesi guardano al voto nazionale o municipale anziché all’interesse comune europeo. Lo stesso sta avvenendo in Regno Unito, Polonia e Ungheria. Ci sono pulsioni che portano gli elettori a votare nel solo interesse della propria nazione, e ciò rappresenta la disgregazione dell’Ue.

 

Che cosa ne pensa del piano di intervento militare europeo nel Mediterraneo pubblicato da Wikileaks?

E’ un piano sulla carta che non partirà. Ci sono un ammiraglio italiano e un quartier generale a Roma, ma manca la possibilità di passare all’azione.

 

Perché?

E’ noto a tutti che per farlo funzionare ci vuole una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu basata sul capitolo 7, cioè sull’uso della forza. Da settimane se ne sta ragionando senza arrivare a risultati. Il 18 giugno inizia il Ramadan, e non si può certo andare a compiere un’operazione del genere in un Paese musulmano in un mese in cui tutto è bloccato. O il Consiglio di Sicurezza se ne esce con una risoluzione coraggiosa entro i primi giorni di giugno o tutto finirà in niente, con i terroristi che nel frattempo si stanno allargando e la situazione che è destinata a precipitare.

 

Prodi ha detto al Corriere che “dal caos greco al voto anti-europeo, l’Europa è a rischio disgregazione”. E’ d’accordo con lui?

Condivido in pieno che l’Europa rischia la frammentazione e che questi voti di protesta danneggiano l’integrazione europea, in quanto sono tutti messaggi con cui gli elettori bocciano l’Ue. Sono però convinto che questa Europa dovrebbe reagire non in modo difensivo, come fa con la proposta della Commissione Ue sull’immigrazione. Di fronte a chi la sfida, anziché ritirarsi in un angolo, Bruxelles dovrebbe diventare ancora più ambiziosa. Se Juncker sull’immigrazione invece di ritrarsi avesse fatto una proposta quattro volte più ambiziosa sarebbe stato meglio, perché avrebbe dimostrato che l’Ue non si piega di fronte ai nazionalismi.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
27/05/2015 - commento (francesco taddei)

così parlò il ministro che ad ogni conferenza europea rispondeva "si padrone" a tutti gli altri. il ministro che ha fatto scappare battisti, che riceveva i parenti delle vittime cinque minuti prima di prendere l'aereo e che dopo i disastri combinati è stato accomodato su una poltrona di ripiego. col suo mento all'insù e lo sguardo al cielo, lui troppo alto per il popolo basso.