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ELEZIONI REGIONALI 2015/ Il sondaggista: il Pd di Renzi è il partito dei pensionati benestanti

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Perché l’M5S non fa politica. Non si vede traccia di un’attività che sia politicamente riconoscibile e che consenta a quella forza di essere un aggregatore. Grillo ha detto no a tutte le ipotesi che avrebbero potuto portare a un meccanismo di alleanze. Siccome gli elettori vogliono dei politici che governino, l’M5S si pone invece fin da subito fuori dall’area di governo.

 

L’astensionismo non rischia di penalizzare i partiti di protesta come M5S e Lega e di favorire il Pd?

In parte sì, anche se alla fine lo stesso Pd finisce per essere colpito dall’astensionismo. Mi preme piuttosto sottolineare che il massimo dell’espressione moderata del Paese si ritrova soprattutto nel Pd. Il voto a Forza Italia non ha più nulla di potenzialmente strutturato ed espansivo e le sue radici sono destinate a disseccarsi.

 

Che cosa è cambiato nella politica italiana?

La grande forza di DC e PCI, i due principali partiti della Prima Repubblica, era quella di riuscire a esprimere il popolo al loro interno. Sia pure in modo diverso, fino al 2006 le coalizioni di centrodestra e di centrosinistra sono riuscite a rispondere a questa stessa esigenza. Se è vero che le coalizioni presentano dei problemi di governabilità, con la nascita di Pd e Pdl nel 2007 c’è stata un’espulsione di ampie fasce di popolazione dalla partecipazione al voto. In particolare di quelle persone con idee politiche più radicali e sanguigne.

 

Il Pd ha smesso di essere una realtà interclassista come erano un tempo DC e Pci?

Il Pd tocca ancora tutte le classi sociali. Analizzando però i risultati degli ultimi sondaggi, mi ha colpito il fatto che la parte più cospicua degli elettori del Pd è composta da pensionati. Su chi sta in pensione possiamo dare tanti giudizi, ma non è detto che sia la fascia di popolazione che ha pagato di più per la crisi. Il fatto che quest’area si raccolga sotto l’ala del Pd di Renzi significa che trova un conforto, una garanzia di continuità che altri partiti non sanno offrire. Tra le persone con meno di 40 anni invece, l’M5S ha quasi gli stessi consensi del Pd.

 

Perché da noi non succede come in Spagna dove ha vinto Podemos?

Perché manca un magnete che raccolga i voti delle persone tra i 20 e i 45 anni che hanno pagato di più per a crisi. In Italia tutto ciò non può accadere, e il motivo è che c’è un elemento di moderazione intrinseca nell’elettorato italiano che non consente il realizzarsi di questo fenomeno.

 

Con quali conseguenze?

Quando si spezza il fronte del voto di protesta, lasciando fuori una parte di cittadini che non votano, mentre solo una parte vota per partiti come l’M5S, a essere premiato è chi riesce a esprimere il baricentro moderato del Paese. E’ questo il motivo per cui sono convinto che il Pd vincerà queste elezioni regionali.

 

(Pietro Vernizzi)

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