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ELEZIONI REGIONALI 2015/ Il sondaggista: il Pd di Renzi è il partito dei pensionati benestanti

Per ROBERTO WEBER (Ixé), chi ha sofferto di più per la crisi al momento del voto sceglierà di astenersi. Abbiamo un processo democratico che mostra alcune incrinature

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“Chi ha sofferto di più per la crisi al momento del voto sceglierà di astenersi. Abbiamo un processo democratico che mostra alcune incrinature, e ciò è preoccupante perché l’Italia è priva degli anticorpi di cui dispongono altri Paesi”. E’ l’analisi di Roberto Weber, direttore dell’Istituto di Ricerca Ixé. A due giorni dal voto per le Regionali in molti temono un’alta ondata di astensionismo. Quando in novembre si è votato in Emilia-Romagna si è presentato alle urne soltanto il 37,7% degli elettori, contro il 58,7% delle Europee di un anno fa. Il 2006, quando alle Politiche votò l’81%, sembrano appartenere a un’altra epoca storica. E il fatto che il voto del 31 maggio sia proprio in mezzo al ponte del 2 giugno di certo non aiuta.

In quanti andranno alle urne per le Regionali?

L’affluenza in queste Regionali scenderà al di sotto del 50%.

Chi se ne avvantaggerà?

L’astensionismo non avvantaggerà né colpirà nessuno in particolare. Quello che è in atto è piuttosto uno strutturale rifiuto di una parte cospicua della popolazione nei confronti della partecipazione alla vita politica. Nel 2006 sia centrodestra sia centrosinistra raccolsero 19 milioni di voti ciascuno, e quindi tanto governo quanto opposizione avevano un fortissimo avallo popolare. Quando questo viene meno in Italia si pongono dei problemi inevitabili.

Che cosa sta avvenendo?

La quota che non partecipa è gravata dalla presenza di quei ceti sociali che sono stati più colpiti dalla crisi. Pezzi forti di elettorato popolare non partecipano più. Chi è maggiormente sofferente al momento del voto sceglie di restare fuori. Abbiamo un processo democratico che mostra alcune incrinature. Anche in altri Paesi l’affluenza al voto è bassa, ma in quelle nazioni esistono degli anticorpi che noi non abbiamo.

Qual è l’identikit del cittadino astensionista?

Nella galassia del disagio ci sono ex fasce produttive e lavoratori che arrivano fino a 45 anni pur restando sempre dentro a un alone di precarietà. Questo malcontento trova in parte risposta nell’attuale offerta politica, ma tutti gli altri se ne restano a casa.

Chi vota per l’M5S?

A votare per l’M5S è sia una quota di elettori che un tempo avremmo definito di sinistra sia una quota di elettori di centrodestra. I moderati sono sempre più frammentati e quasi non esistono più.

Perché l’M5S non riesce a raccogliere tutta l’area del malcontento?