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ELEZIONI REGIONALI 2015/ Il giurista: impresentabili contro moralisti? Ecco chi vince...

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Se la commissione abbia sollecitato l'invio di questi dati tempestivamente, se le procure li abbiano altrettanto tempestivamente inviati, se la commissione li abbia vagliati con la dovuta celerità. Lo si potrebbe dire solo conoscendo minuziosamente i fatti. E ho l'impressione che questi nessuno li sappia.

Impresentabile o no, Vincenzo De Luca si è detto certo, se eletto, di poter governare, legge Severino o meno. Ha ragione?
Sulla legge Severino pendono delle questioni di costituzionalità e gli interessati possono soltanto fare delle ipotesi su quello che potrebbe essere il pronunciamento della Consulta. Esprimere ora un parere, nel senso della incostituzionalità o meno, è inopportuno.

Quali sono i dubbi di costituzionalità che incombono?
Soprattutto — se non ricordo male le censure — la retroattività delle misure e il problema della loro proporzionalità: se cioè l'incandidabilità sia una conseguenza proporzionata. Ma la questione di fondo è che si deve decidere sull'equilibrio tra il garantismo penale, perché la Costituzione stabilisce la presunzione di non colpevolezza fino alla condanna definitiva, che è un principio essenziale di civiltà giuridica, e l'esigenza di una moralizzazione della vita politica.

Moralizzazione, appunto. Lei diceva che "impresentabile" non è un termine giuridico, in effetti assomiglia più ad una qualificazione morale.
Infatti. Si tratta di un'etichetta molto pesante, che può voler dire inqualificabile, oppure non candidabile. E forse in tutt'e due queste accezioni non è il termine più felice. Capisco l'esigenza giornalistica di semplificare, però la questione è complicata e ne vanno di mezzo principi — come dicevo — di civiltà giuridica ed esigenze di morale pubblica. 

Ma allora il problema qual è?
Conciliare l'esigenza di moralizzazione con la tutela di un valore giuridico fondamentale dello stato di diritto, il principio della non colpevolezza in assenza di condanna in via definitiva. E non è per niente semplice.

Lei attribuisce alla commissione un ruolo moralizzante?
Al contrario. Sarebbe invece bene mettere da parte sia l'atteggiamento del moralizzatore che vuole tutto travolgere, sia quello di chi ritiene che la legge non desse alla commissione alcuna competenza in materia. Bisognerebbe ragionare pacatamente, evitando posizioni massimalistiche. 

"O la Severino viene cambiata per colpire i delinquenti e non gli amministratori oppure rischia di fare danni. Sono tutti terrorizzati dall'idea di mettere una firma sotto un qualunque atto amministrativo". Lo ha detto De Luca. Come commenta?
Non ritengo opportuno, a ridosso della consultazione elettorale, commentare quello che ha detto De Luca. Dico però una cosa: che occorre scrivere in modo più preciso le leggi per far sì che i reati siano definiti con molta più precisione, e che anche la discrezionalità dell'amministrazione dev'essere delimitata con maggiore attenzione. La legge deve essere il più possibile precisa, altrimenti l'apprezzamento del giudice sull’esistenza di un illecito finisce per essere troppo ampio. E si pregiudica la certezza del diritto.

(Federico Ferraù)

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