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Politica

ELEZIONI REGIONALI 2015/ Sondaggi, Amadori: Pd al 37-38%, M5S sopra il 20%, Berlusconi al 10-15%

Vincenzo De LucaVincenzo De Luca

Il Pd rimane al 37-38%, l’M5S va sopra quota 20%, Forza Italia dimostra di essere diventato ormai un partito di dimensioni intermedie, al massimo del 10-15%.

 

E la Lega nord quando prenderà? Non si realizzerà uno sfondamento della Lega in nessuna delle Regioni al voto. Succederà un po’ come con il Fronte National in Francia, con una buona affermazione ma non con un successo dilagante. In Veneto la Lega nord prenderà almeno il 20% e Tosi il 10-12%. In Toscana e Liguria se la Lega riuscisse a muoversi tra il 5 e il 10% sarebbe già un buon risultato. La prima pur non essendo una Regione leghista ha una tradizione localista. E anche in Liguria è interessante capire se la Lega può iniziare a esprimere una sorta di lepenismo all’italiana. Marche e Umbria sono piccole Regioni del centro, prive di una grande affinità con la Lega, e anche in Campania e Puglia il partito di Salvini non fa parte del Dna locale.

 

Chi favorisce e chi danneggia l’astensionismo? L’astensionismo tradizionalmente danneggia il centrodestra, il cui elettorato è meno mobilitato, mentre il centrosinistra mantiene storicamente una maggiore capacità di mobilitazione. La percentuale del Pd è così robusta perché ha subito un astensionismo meno forte degli altri partiti. Mi aspetto quindi che il partito più penalizzato da questo punto di vista sia Forza Italia, quelli meno invece Pd, M5S e Lega nord.

 

Chi vince nelle Comunali a Venezia e a Giugliano, in Campania? In entrambi i casi mi aspetto una vittoria dei candidati del Pd, e quindi di Felice Casson nel capoluogo veneto e di Francesco Guardascione nella città campana.

 

(Pietro Vernizzi)

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