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Politica

RISULTATI ELEZIONI REGIONALI 2015 / Caldarola: i "vincitori"? Gli astenuti, M5S e Caldoro

Vincenzo De Luca (Infophoto)Vincenzo De Luca (Infophoto)

Il punto è un altro, ed è che il segretario politico del Partito democratico non controlla il Partito democratico. Il Pd è un partito con una leadership molto forte e uno stato maggiore piuttosto chiuso in se stesso che nella politica nazionale, come si usa dire, non dà i resti a nessuno, ma che il controllo della periferia non ce l'ha.

Non lo aveva nemmeno con Bersani?
Nemmeno con lui, perché nel corso di questi anni, fatti di quattro segretari politici e di un continuo via vai tra partito liquido e partito della "ditta", il Pd locale è finito nelle mani dei cacicchi, dei signori delle tessere, dei capi locali che hanno fatto legge a se stessi. Ma nessun leader politico può fare a meno dello strumento che è chiamato a governare. Il suo rapporto con l'opinione pubblica è importante, ma non è il solo.

Quanto può pesare la vicenda De Luca, dichiarato impresentabile dal Pd?
Penso che spingerà tanti a non votare. Una vicenda così è benzina sul fuoco di chi si arrabbia decidendo di astenersi, anche in Campania. Prenda un elettore del Pd. Vede un suo candidato eminente giudicato impresentabile 48 ore prima del voto dalla presidente della commissione Antimafia che è dirigente del suo stesso partito; come fa a non venirgli il dubbio che si stia giocando una partita nella quale la sua voce non conta niente?

Voti per Caldoro?
Non vedo tanto un passaggio di voti da De Luca a Caldoro, quanto un suffragio persino emotivo a favore di De Luca e una quota parte di cittadini che alza le mani e dice al Pd: se volete combattervi così, questa guerra ve la fate da soli. Insomma, "non in mio nome".

Fino a ieri tutti gli occhi erano puntati sulla Liguria. Come andrà?
E' una sfida molto delicata perché se Cofferati, con Pastorino, prende il 12-14 per cento rendendo difficile o perfino impedendo l'elezione della Paita in un voto regionale che veniva dato per scontato, allora per Renzi sarà chiaro che la fronda interna al suo partito è una questione molto delicata. 

Prima Renzi parlava di 7-0, poi una settimana fa di 4-3. Ieri ha detto che quello di domani (oggi, ndr) non è un test su di lui.
La preoccupazione di Renzi è reale, perché in un mese è cambiato tutto. L'assedio da sinistra è guidato dalla Cgil e non, si badi, dal buon Bersani né da altri. Non è un paradosso che la vera partita politica, al netto dell'"impresentabile" De Luca, si giochi in casa di Cofferati, cioè dell'uomo che ha inaugurato la politicità assoluta del sindacato, facendone un soggetto politico. Infatti la Camusso, con meno appeal e con maggiore grinta burocratica, ha quasi cancellato la dimensione sindacale per farne un partito politico tout court. E' lei oggi a sfidare Renzi.

Un suo pronostico generale?