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ITALICUM & SVISTE/ Su De Gasperi e Moro, Renzi mente. Ecco perché

Alcide De Gasperi (1881-1954) (Immagine dal web) Alcide De Gasperi (1881-1954) (Immagine dal web)

E' a questo punto che le scelte elettorali del Paese si coniugarono con quelle dei principali attori istituzionali, facendo emergere il primato della politica sui sistemi di voto e, in definitiva, assicurando la coesione sociale. E' vero che gli elettori non accordarono la maggioranza assoluta dei voti richiesti alla coalizione centrista, costituita appositamente per ottenere il premio maggioritario, fermandosi ad appena il 49,8% dei consensi. E' altrettanto vero, tuttavia, che mancarono all'appello poco più di 55mila voti, a fronte di oltre un milione e mezzo di schede bianche o nulle; sicché, verosimilmente, sarebbe bastato ricorrere alla verifica delle schede elettorali per conseguire il premio di maggioranza. Eppure tale richiesta non fu avanzata da De Gasperi, per evitare l'esasperazione delle tensioni e per salvaguardare l'unità del Paese. Sicché, in definitiva, le ragioni della stabilità governativa e della governabilità della maggioranza non prevalsero su quelle della stabilità sociale.

Diviene così stridente il confronto di quella lezione con l'attuale vicenda della fiducia parlamentare chiesta e ottenuta dal Governo Renzi sull'Italicum. In questo caso, al di là delle apparenze, non si è trattato di una vittoria della politica, ma della sua amara sconfitta. L'introduzione di un meccanismo premiale automatico e senza soglia di garanzia, capace di assicurare alla minoranza partitica più suffragata un premio parlamentare indefinito, suscettibile di superare perfino il 30% dei seggi a disposizione, non premia certo le ragioni della partecipazione, ma le rendite di posizione; libera le decisioni della più forte minoranza da ogni controllo dell'elettorato, ponendo la stessa al riparo di un sistema premiale impermeabile agli accadimenti storici.

Potrebbe riassumersi il tutto nel passaggio dal "primato della politica" al "primato dei meccanismi elettorali". Sicché, nello scarto fra i due estremi e nella conseguente trasformazione del sistema parlamentare, sono già messi in conto i relativi effetti: lo sbandamento delle minoranze, l'inefficacia dell'azione delle opposizioni, lo scollamento sociale, l'incremento dell'astensione, l'irresponsabilità politica.

E pensare che c'è chi festeggia.

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COMMENTI
06/05/2015 - Vedrà anche Z! (Luigi PATRINI)

Caro "z 314", vedrà avrà modo anche lei di accorgersi che Renzi è molto, molto pericoloso!

 
05/05/2015 - epperò (z314 george)

Mi complimento per le notevoli conoscenze storiche... epperò l'Italicum, con tutti i suoi difetti, è innegabilmente un passo avanti sia rispetto al porcellum sia rispetto al proporzionale puro che ci toccherebbe se non si fosse messo mano alla legge elettorale! Aspettare un'utopica unanimità (o quasi) sarebbe stato molto peggio! (Immagino sappia cosa si dice di chi vive sperando...) Metto un pietoso velo sul concetto di democrazia dimostrato dalla minoranza PD che non ha votato o ha votato contro! Per quanto riguarda poi "lo sbandamento delle minoranze, l'inefficacia dell'azione delle opposizioni, lo scollamento sociale, l'incremento dell'astensione, l'irresponsabilità politica." non capisco di cosa parla, sono tutte cose che ci sono da un pezzo in italietta! Un bagno di realismo che vada a lavare il marciume maleodorante dei residui idealismi campati per aria (con codazzo di furbetti del quartierino) che infestano l'italietta da almeno un secolo è cosa buona e giusta! "E pensare che c'è chi festeggia." Con molta moderazione, ma ci può scommettere!