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SCISSIONE PD/ Scotto (Sel): Liguria e Campania, primi test del nuovo "partito" con Civati

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Arturo Scotto (Infophoto)  Arturo Scotto (Infophoto)

“E’ naturale che se c’è un big bang dentro al Pd, con figure come Civati che escono per rimettere in piedi una nuova soggettività della sinistra, Sel ovviamente mira a costruirla insieme a loro”. Lo afferma Arturo Scotto, capogruppo di Sel alla Camera dei Deputati, commentando la scelta di Pippo Civati di dimettersi tanto dal gruppo parlamentare quanto dal Pd. L’ex sfidante di Renzi alle primarie ha commentato la sua scelta in un’intervista uscita sul Corriere: “Esco per coerenza, per le troppe differenze di metodo e di merito e per lo spostamento a destra del baricentro politico. La mia uscita è una conseguenza logica per chi ha vissuto in modo drammatico il passaggio della fiducia”.

 

Che cosa ne pensa dell’uscita di Civati dal Pd?

Non parliamo di un fulmine a ciel sereno. Civati aveva maturato da molto tempo un distacco dal Pd e dalle sue scelte politiche, innanzitutto quelle messe in campo dal governo Renzi. Le sue dimissioni sono l’epilogo di una vicenda abbastanza consolidata.

 

E’ una scelta che può movimentare lo scenario politico o è un fatto solitario?

Non penso affatto che Civati si sia mosso in solitudine. Essendo una personalità di peso della politica e della sinistra italiana, la sua scelta inevitabilmente pone un problema alla sinistra politica, in quanto ricostruisce un’aggregazione politica e sociale in grado di coinvolgere e includere soprattutto coloro che sono più colpiti dalla crisi. Una scelta come questa produce anche un impatto molto forte dentro agli ambienti del Pd che non hanno ancora maturato questa stessa decisione. Pone quantomeno delle domande.

 

Civati sarà seguito da altri parlamentari del Pd?

Molti stanno facendo questa riflessione. Siamo inoltre in tanti a lavorare insieme su piattaforme e posizioni comuni, e quindi il tempo è molto più maturo di quanto noi stessi immaginiamo.

 

Sel sarebbe disposto a mettersi in discussione come partito?

Sel è nata per costruire un’aggregazione larga, popolare e di governo della sinistra italiana. E’ nata nel 2010 con questo specifico mandato, Nichi Vendola ha ribadito questa posizione in maniera molto forte e netta alla convenzione nazionale che abbiamo fatto a Milano, dove abbiamo lanciato con grande forza il tema di una nuova rappresentanza della sinistra italiana. E’ naturale che se c’è un big bang dentro al Pd, con figure come Civati che escono per rimettere in piedi una nuova soggettività della sinistra, Sel ovviamente mira a costruirla insieme a loro.

 

Con quale base sociale ed elettorale?


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