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STOP VITALIZI/ Parlamentari condannati: gli esclusi e i graziati

Chi ha subito condanne superiori ai due anni dovrà dire addio al vitalizio parlamentare, dopo l'approvazioen del provvedimento sul caso, ecco di cosa si tratta

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Ieri Camera e Senato hanno votato a favore dell'abolizione del vitalizio per i parlamentari che abbiano subito condanne superiori ai due anni per reati di mafia, terrorismo e contro la pubblica amministrazione. Hanno votato a favore Pd, Sel, Scelta civica, Fratelli d'Italia e Lega. Forza Italia, M5S, Ncd e Udc non hanno preso parte al voto. I deputati di Berlusconi e Grillo al momento del voto sono anche usciti dall'aula per protesta. Al senato invece hanno votato sì all'abolizione Pd, Sel e Lega; no M5S e Gal mentre Forza Italia è uscita anche qui dall'aula. Il provvedimento prevede l'abolizione del vitalizio a chi ha commesso reati di mafia, terrorismo, peculato, concussione, violazione del segreto d'ufficio, ad eccezione del reato di abuso d'ufficio. Per i reati minori invece ci vuole una "condanna definitiva con pene superiori a due anni di reclusione per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a sei anni". Nel dettaglio politici come l'ex ministro Cirino Pomicino continuerà a prendere i suoi 5231 euro al mese di vitalizio. Era stato condannato per la tangente Enimont e finanziamento illecito dei partiti, però ha scontato un anno e otto mesi, dunque meno di due anni come deciso dal provvedimento votato ieri. L'ex parlamentare Giuseppe Ciarrapico, anche ex presidente della Roma, essendo stato condannato a tre anni per il crac Casina Valadier non percepirà più il vitalizio di 1510 euro. Perde il suo vitalizio di oltre 5mila euro Arnaldo Forlani così come lo perde Cesare Previti (3979 euro al mese) e anche Marcello Dell'Utri che ne prendeva 4424. Lo mantengono Gianni De Michelis, condannato a un anno e sei mesi che conserva il vitalizio di 5164 euro così come lo mantiene Giorgio La Malfa, sei mesi di condanna per finanziamento illecito dei partiti.

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