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MAFIA CAPITALE/ Sansonetti: le intercettazioni sono nemiche giurate della verità

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Questo teorema reggeva finché Renzi aveva in mano tutto, oggi però non è più così. Basare tutte le proprie speranze sul fatto che i parlamentari non vogliano andare a casa non basta. I parlamentari non vogliono mai andare a casa, però di legislature anzitempo ne sono state interrotte molte in passato.

 

Sulla testa di Renzi si addensano anche le nuvole di Mafia capitale. Quanto c’è di vero in questa storia?

Il sistema di tangenti sicuramente c’era. Sulla sua estensione e su chi abbia coinvolto ho invece dei fortissimi dubbi. Escludo innanzitutto che ci sia di mezzo la mafia, e quindi sono colpito molto negativamente dalla decisione di procedere per associazione mafiosa. E’ uno strappo al diritto molto forte che getta un’ombra sull’intera inchiesta.

 

Le lobby degli appalti sono una finzione?

E’ evidente che esistessero lobby che pagavano per truccare gli appalti. Bisognerà però provare i singoli reati, perché per ora abbiamo soltanto delle intercettazioni di terzo grado (cioè prese involontariamente intercettando una terza persona, ndr), la cui consistenza è pari a quella degli incontri ravvicinati del terzo tipo. Ieri Il Fatto Quotidiano ha lanciato una fatwa contro Bettini, ma contro di lui non c’è veramente nulla. Tutto nasce dal fatto che Buzzi dice: “Andiamo a parlare con Bettini”. Se avesse detto “andiamo a parlare con il Papa” avrebbero incriminato pure lui?

 

Lei che idea si è fatto del modo in cui sono state usate le intercettazioni?

Le intercettazioni sono le nemiche giurate della verità, perché sono manipolabili come si vuole. Nessuno si è scandalizzato del fatto che la Procura sia giunta a intercettare Maroni, uno scandalo clamoroso per il quale dovrebbe venire giù tutto il Palazzo (un segretario di Maroni è intercettato mentre parla di inserire una ragazza, Maria Grazia Paturzo, in una delegazione, ndr).

 

Che cosa c’entra tutto ciò con l’intera vicenda?

Maroni è stato inquisito perché la Procura ha stabilito che il governatore voleva bene alla Paturzo, e forse aveva anche una storia d’amore con lei. Come sappiamo le storie d’amore ormai sono molto importanti nelle indagini giudiziarie. La Procura ha preso una telefonata e ci ha aggiunto un pezzo, poi si è giustificata dicendo che era stato un errore. Nel virgolettato si chiedeva di inserire questa ragazza nella delegazione, e la Procura ha aggiunto arbitrariamente: “Datele un albergo di prima classe e fatela viaggiare in business”.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
10/06/2015 - Sansonetti (Ma BA)

Sono allibito. Forse non ho capito, ma aggiungere arbitrariamente frasi ad un'intercettazione e poi usarle per inquisire una persona non dovrebbe essere un reato? Ancora più grave se a compierlo è chi deve perseguire i reati stessi? Può bastare dire: "è stato un errore"? Se così fosse e nessun organo dello stato intervenisse, allora sarebbe uno scandalo aggiunto a scandalo. Ha ragione Sansonetti: dovrebbe venire giù tutto il Palazzo! Che Stato di...!