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MAFIA CAPITALE/ Violante: governo "accerchiato"? Il Pd renziano parla come Berlusconi

Pubblicazione:venerdì 12 giugno 2015 - Ultimo aggiornamento:venerdì 12 giugno 2015, 10.39

Ignazio Marino (Infophoto) Ignazio Marino (Infophoto)

Chi ha aggiunto quella frase per errore ha commesso una grave sbadataggine. Se si trattasse di una falsificazione intenzionale quel magistrato andrebbe espulso dalla magistratura. Ma oggi non c'è nessun elemento che ci faccia pensare che quel tipo di comportamento sia stato doloso.

 

Qualcuno nel Pd lamenta un "accerchiamento giudiziario" del governo. Lei che cosa ne pensa?

Ogni governo a un certo punto denuncia l'"accerchiamento giudiziario". Lo fece Berlusconi tempo fa, quindi lasciamo perdere questi argomenti che secondo me non hanno peso. Comunque l'accerchiamento è di chi ha commesso i reati, non di chi li scopre.

 

Che cosa fa pensare che ci siano così tanti indagati in governo e maggioranza?

L'illegalità di esponenti politici, di maggioranza o di opposizione non importa, significa che i dirigenti politici non sanno scegliere o non vogliono scegliere. Aggiungo che l'idea prevalente secondo la quale la posta delle elezioni è la vittoria e non la capacità di governo ha come conseguenza che i partiti tendono a premiare chi li fa vincere, anche se si tratta di personaggi discutibili, non chi li farebbe governare bene. 

 

Lei come giudica la posizione di Ignazio Marino?

Forse poteva fare a meno di fare il segno di vittoria in una recente circostanza. Non mi pare però che gli sia contestato alcunché. Quanto ai problemi relativi alle condizioni della città, bisognerebbe fare un sondaggio tra i romani.

 

Che cosa dovrebbe fare il sindaco di Roma?

Governare la città, innanzitutto, una delle grandi capitali del mondo. Se poi mi vuole chiedere se si deve dimettere o meno, non è un tema che intendo affrontare. Lo affronteranno lo stesso Marino e i responsabili politici del Pd e della maggioranza al Comune di Roma.

 

Renzi potrebbe essere tentato di andare al voto anticipato?

Non lo so, ma si troverebbe senza riforma costituzionale e senza legge elettorale per il Senato. Sarebbe francamente una situazione piena di incertezze; e non so se un atteggiamento di questo tipo sarebbe conveniente. Aggiungo che non possiamo prenderci il lusso di votare ogni due anni. La stabilità politica è un valore fondmentale. 

 

Lei come vede la situazione delle riforme, in particolare di quella costituzionale?

E' molto saggio da parte del presidente Renzi dire che si correggeranno le norme sul Senato. Nel testo che verrà esaminato, il Senato è  una "Camera muerta", come dicono gli spagnoli del proprio Senato, e la Camera rischia di trasformarsi in una sorta di "consilium principis". Sono lieto per la disponibilità del presidente del Consiglio a modificare le norme sul Senato. Spero che lo faccia davvero.

 

(Pietro Vernizzi)



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