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CAOS NCD/ Formigoni: se il Pd vota per l'arresto di Azzollini, governo a rischio

Roberto Formigoni (Infophoto) Roberto Formigoni (Infophoto)

Difficile dire se questa aritmetica corrisponda alla verità. Se la fonte che lei mi cita è Travaglio tendo a credere che sia vero l’opposto. E’ la politica tutta che da un lato è debole e manifesta errori compiuti dai suoi esponenti e dall’altra è sotto attacco. Abbiamo quattro sottosegretari del Pd inquisiti e nessuno dice nulla. Basta che sia inquisito un senatore di Ncd e i “giornaloni” fanno titoli a nove colonne. La stampa ha l’interesse di tentare di ammazzare Ncd perché siamo invisi tanto alla corazzata informativa berlusconiana quanto alla stessa Repubblica di Ezio Mauro.

 

Dopo questa ulteriore “tegola”, Ncd fa bene a continuare a sostenere il governo?

Quello che noi chiediamo al Pd e a Renzi è di garantire di fare delle riforme condivise. Il premier dovrebbe rendersi conto che la sua posizione si è fortemente indebolita dopo la rottura del patto del Nazareno. Il suo governo quindi ha più che mai bisogno del sostegno di Ncd. Il nostro appoggio però non è gratis, ma è vincolato a provvedimenti che siano condivisi.

 

Ha mai pensato di staccare la spina a Renzi?

Il problema non riguarda soltanto Ncd. Anche in Forza Italia c’è un profondissimo travaglio, con senatori e deputati che stanno pensando di collocarsi sulle nostre posizioni. La politica di Berlusconi subalterna a quella di Salvini sta determinando in Forza Italia perdite di consensi e di parlamentari. Del resto, lei pensa che se Ncd uscisse dalla maggioranza, Renzi non troverebbe immediatamente un gruppo molto numeroso di senatori e deputati raccolti da vari partiti che sosterrebbero il governo? Io penso che sarebbe assolutamente così. Una banda di trovatelli salta fuori sempre, Renzi la troverebbe in pochi giorni.

 

In queste ore la questione immigrazione si fa sempre più drammatica. Come valuta l’operato del governo su questo punto?

Per quanto riguarda i rapporti con l’Ue, abbiamo assistito a un clamoroso voltafaccia di Bruxelles. Alcuni Paesi prima hanno accettato una ripartizione dei migranti per quote, e poi hanno fatto un dietrofront. Si tratta di un comportamento francamente inaccettabile che mina la base stessa della convivenza europea. Di fronte a questo il governo deve essere molto più forte e deciso. Certamente Renzi ha perso l’occasione del vertice del G7 per porre con grande forza sul tavolo questo problema. Il governo deve farlo, anche minacciando e attuando ritorsioni nei confronti dell’Europa. Dovremmo sospendere i pagamenti all’Ue di quote di denaro non intascate automaticamente da Bruxelles.

 

(Pietro Vernizzi)

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