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SCENARIO/ Renzi, 15 giorni di vita per sopravvivere all'Europa

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Sarà una corsa contro il tempo che metterà a dura prova l'intero esecutivo italiano, anche perché sulla questione ribolle il fronte interno. Aldo Cazzullo è stato nettissimo nella sua analisi: se Renzi non riuscirà a chiudere la rotta di Lampedusa, correrà più rischi di quanto non si possa immaginare. "La sicurezza, la legalità, il rispetto delle regole, la certezza della pena non sono cose di destra", ha scritto il commentatore giorni fa su Sette. Negarlo allontana la sinistra dal senso comune delle persone normali. 

Gli spettacoli tristi di Ventimiglia, delle stazioni ferroviarie di Milano e di Roma, le periferie insicure delle due maggiori città diffondono una situazione di insicurezza concreta che rappresenta il brodo di coltura ideale per la riscossa del centrodestra, sempre più nettamente a trazione leghista. Una riscossa che altrimenti non avrebbe spazio politico per concretizzarsi. Lasciare l'esclusiva di questi temi a Matteo Salvini costituisce un errore politico che — se non sarà rapidamente corretto — potrebbe portare grossi guai a un Pd che già si trova a fronteggiare grane notevoli in termini di questione morale intorno all'indagine "Mafia Capitale" e al caso De Luca. Gli porterebbe in dote la leadership incontrastata dell'opposizione politica e sociale, oggi come minimo contesa da Berlusconi e da Grillo. 

Il messaggio che si attende la maggioranza degli italiani è di legalità e di rigoroso rispetto delle regole, unito alla sicurezza, delle città, delle periferie e dei piccoli centri. Solo a queste condizioni in molti sono disposti a dimostrarsi solidali e accoglienti. Per corrispondere a queste attese a Renzi serve un colpo di reni di grande portata. Galleggiare non è possibile, e la strategia dei rinvii non è nemmeno proponibile, visto che il quadro internazionale peggiora, anziché migliorare. Il rischio concreto è quello dell'accerchiamento: da una parte l'Europa sorda degli egoismi nazionali, dall'altra l'esplosiva situazione dell'emigrazione sul fronte interno. Per il premier probabilmente la sfida più difficile da quando è approdato a Palazzo Chigi. 

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