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Politica

ELEZIONI COMUNALI 2015/ L'Italicum si vendica di Renzi

Luigi Brugnaro, neosindaco di Venezia (Infophoto)Luigi Brugnaro, neosindaco di Venezia (Infophoto)

Ne esce ridimensionata l’idea di un Partito della Nazione o “pigliatutto”, in grado di trasformarsi in un grande conglomerato di centro, che sta alla base dello stesso sistema dell’Italicum. Oggi il Pd è più piccolo di quanto Renzi sperasse e soprattutto è molto solo. La vera novità è che tutti gli avversari del Pd si coalizzano al secondo turno. Ai ballottaggi il partito di Renzi perde capacità espansiva e nessuno si allea con lui. A Enna i grillini si sono addirittura mossi contro Crisafulli. Questa debolezza ai ballottaggi certamente per il Pd è un grosso rischio, anche perché l’Italicum prevede proprio un secondo turno.

 

Lei che cosa ne pensa del caso Mafia capitale?

Tutto il male possibile. Nel sistema Mafia capitale c’è un livello abbastanza eccezionale di prassi affaristica abituale, che non riguarda solo casi di appalti particolarmente appetitosi. Quanti pagavano le tangenti controllavano regolarmente tutte le attività, e versavano ai corrotti uno “stipendio” regolare. Questo vuol dire che il sistema in sé era marcio e che ci si poteva accorgere che era così.

 

Secondo lei Renzi dovrebbe “disfarsi” di Marino?

La giunta Marino ha esaurito la sua spinta propulsiva. L’inchiesta sembra confermare che il sindaco non ha responsabilità penali. Il fatto però che sia stato così disattento nei confronti di un fenomeno talmente radicato, e abbia passato due anni a parlare soltanto della questione pedonale invece che della questione morale, mi sembra che sia una colpa politica grave. Difficilmente la giunta Marino arriverà alla fine del mandato. Sul caso migranti,

 

Renzi ha detto: “Se l’Ue non ci aiuta faremo da soli”. Il governo italiano può fare saltare il banco?

Personalmente lo trovo difficile. Questo è uno di quei classici casi in cui più ciascuno fa da sé e più l’Italia si ritrova nei guai. Se si sospendesse Schengen, come chiede la destra di Salvini, il risultato sarebbe quello di chiudere l’unica valvola di sfogo verso il Nord Europa. Più si cercano soluzioni nazionali e più la situazione peggiora, perché il problema è tutto nostro. Non ci sono quindi soluzioni possibili al di là di un’intesa e di una condivisione con l’Europa.

 

(Pietro Vernizzi)

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