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DIETRO LE QUINTE/ Nell'ex centrodestra c'è un "outsider" che va di moda...

Pubblicazione:venerdì 19 giugno 2015

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Il centrodestra ha la necessità di trovare un leader che non sia Matteo Salvini. Quest’ultimo non può essere a capo di un centrodestra moderato con la vocazione maggioritaria nel Paese. Soprattutto se stiamo parlando di un centrodestra che possa mettere insieme Forza Italia, centristi, Lega nord e Fratelli d’Italia-An. Serve un volto molto più rassicurante, come documenta il fatto che secondo un sondaggio del nostro quotidiano Luigi Di Maio spaventa di meno gli elettori dello stesso Salvini.

 

L’unità del centrodestra è ancora un fatto scontato?

No. Se le prossime elezioni dovessero sancire una divisione tra il centrodestra rappresentato da Forza Italia e moderati e quello di Lega Nord e Fratelli d’Italia, a quel punto ci sarà la lotta per il secondo miglior posto, cioè per contendersi il ballottaggio con il candidato del centrosinistra. Sempre che in quella posizione non si piazzi l’M5S.

 

Chi potrebbe essere il nuovo leader del centrodestra?

C’è il “papa straniero” Paolo Del Debbio, che come dice Gasparri “è il nome che va di moda”, ma potrebbe essere anche un “mister X” che ancora non conosciamo. Tutte ipotesi che si devono scontrare con il fattore principale del centrodestra: Berlusconi è ancora lì e vuole essere lui il federatore di quello che riserva il futuro. Il tutto mentre Salvini continua a dettare le sue condizioni. L’auspicio per il centrodestra è che ci sia qualcuno più veloce sia di Berlusconi sia di Salvini, o che comunque si inneschi un processo di selezione dal basso del nuovo nome. La realtà di queste amministrative è che il centrodestra non è morto, ma ha bisogno di un leader per recuperare tutti i voti finiti in astensionismo.

 

Ieri il Corriere ha intervistato Corrado Passera che si candida a sindaco di Milano. Il suo è soltanto un progetto velleitario o ha delle chances?

Se Berlusconi non riuscisse a convincere Salvini a candidarsi come sindaco di Milano, anche per liberarsene, quello di Passera può essere un nome spendibile. Anzi potrebbe piacere anche a quel laboratorio del centrodestra che non si identifica con il populismo. Diverso è invece se il centrodestra scommettesse su Salvini, o sullo stesso Lupi, e Passera si trovasse a fare il candidato di se stesso.

 

(Pietro Vernizzi)



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