BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

DOPO IL VOTO/ Finetti: il flop di Renzi? "Uno, nessuno e centomila" Pd

InfophotoInfophoto

A mancargli è in primo luogo una leva renziana in grado di creare un nuovo gruppo dirigente. In secondo luogo c’è una politica economica disordinata. Con il “tesoretto” Renzi preparava una nuova mancia pre-elettorale, ma è stato bloccato dalla Corte costituzionale. Questo è stato un handicap notevole, perché prima delle elezioni europee aveva potuto buttare sul piatto gli 80 euro. Ma Renzi sconta anche un terzo problema…

 

Quale?

Il successo alle europee di un anno fa era un grande investimento per modificare l’egemonia della Merkel, ma ciò si è tradotto in una delusione. Abbiamo la Mogherini come Commissario Pesc, ma continuiamo a essere sotto alla Merkel e su immigrazione e Piano Juncker i risultati sono inferiori alle aspettative. La stessa linea di comando messa in piedi da Renzi, e che va da Mattarella a Cantone, non riesce a trascinare l’opinione pubblica.

 

Il voto in Veneto documenta che c’è un ceto produttivo che non appoggia le riforme di Renzi?

La media imprenditoria dei distretti evidentemente non è calamitata da Renzi. La stessa scelta di Alessandra Moretti è però stata sbagliata, perché si tratta di una figura che non c’entra nulla con la realtà economica e produttiva. In questo modo il Pd renziano non ha aperto alcun canale di comunicazione con la realtà veneta. Forse con un altro candidato avrebbe riscosso un maggiore successo.

 

La Lega trionfa in Veneto, ma è in grado di imporsi come vera alternativa a Renzi a livello nazionale?

Salvini ha messo da parte tutti i rituali celtici, individuando due grandi temi non territoriali: immigrati e no euro. In questo modo è riuscito a raccogliere un grosso successo anche nel centro Italia. In questo modo la Lega si afferma come il primo partito del centrodestra, anche se per Renzi non è un antagonista nazionale. Non può cioè pensare di battere il Pd alle elezioni politiche, proprio perché non riuscirà mai a raccogliere consensi nel Sud Italia.

 

E gli altri leader del centrodestra come se la cavano?

Male. Il centrodestra si trova ad avere a che fare con il carisma in declino di Berlusconi. Lo stesso Alfano esce sconfitto da queste elezioni, in quanto è percepito dagli elettori come l’“avvocato d’ufficio” dell’Ncd che si rimette alla “clemenza della corte”, cioè di Renzi.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.