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SCENARIO/ Folli: Renzi prepara la crisi di governo

Pubblicazione:sabato 20 giugno 2015

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Se Renzi vuole costruire un partito personale, ritenendo che il suo carisma sia sufficiente a vincere le elezioni, fa bene ad andare avanti su questa strada. Deve sapere però che la conseguenza sarà quella di frantumare il Pd così come lo conosciamo oggi. Renzi palesemente non ama questo partito, ma siccome ci deve fare i conti in Parlamento, puntare tutto e soltanto sul partito personale significa esporsi non solo al rischio di una crisi di governo, ma alla stessa impossibilità di continuare la legislatura. E del resto andare alle elezioni adesso con un sistema bicamerale sarebbe un azzardo in tutti i sensi.

 

Sull’assunzione dei precari della scuola siamo a una battuta d’arresto, ma gli esperti dicono che fin da marzo si sapeva che non c’erano i tempi tecnici per questa operazione. Come ne esce il governo?

Ne esce male perché ha suscitato delle attese, e adesso le delude al’indomani delle elezioni. E’ inevitabile la polemica della destra secondo cui Renzi non assume più i precari perché tanto sono passate le elezioni. Magari non sarà questa la ragione, però l’impressione che dà non è positiva.

 

Renzi però ha incolpato la minoranza Pd…

Giriamo sempre intorno alla stessa questione. Incolpare la minoranza Pd è un errore politico che serve soltanto a esasperare le tensioni interne. Il punto è se Renzi vuole ricomporre il partito o frantumarlo. Nel secondo caso il premier si espone a dei grossissimi rischi in vista delle prossime scadenze.

 

Per Renzi, Marino si deve dimettere. Il sindaco di Roma può continuare a resistergli?

Nel momento in cui il segretario del Pd decide che per motivi politici Marino deve lasciare il Campidoglio, non ci sono alternative. Renzi ha tutti gli strumenti per indurlo a farsi da parte, per esempio attraverso le dimissioni dei consiglieri del Pd. Non riesco a capire come il sindaco di Roma possa pensare di sfidare il suo partito. A condizione però che il partito stia dalla parte del segretario, perché se invece il Pd va in un’altra direzione allora si pone un problema molto serio.

 

Quale piega prenderà infine il caso De Luca?

De Luca sarà sospeso come prevedono le norme. Il caso campano deve essere risolto secondo lo schema di legge, anche perché getta altri dubbi nell’elettorato del Pd, e soprattutto sulla retorica renziana del partito rinnovato. Il premier non può reggere contemporaneamente De Luca in Campania e Marino a Roma. Per il Pd e per Renzi i sondaggi in questo momento non sono buoni, e quindi c’è bisogno di un’iniziativa trasparente.

 

(Pietro Vernizzi)



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