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DA PONTIDA/ Salvini e la Lega 2.0: Matteo studia da premier e rottama B&B

Il guanto di sfida è partito dal pratone di Pontida. Salvini è l'unico leader a vedere aumentare i suoi voti rispetto alle europee di un anno fa. Ecco il suo piano. ANSELMO DEL DUCA

Matteo Salvini (Infophoto) Matteo Salvini (Infophoto)

Il guanto di sfida è partito dal pratone di Pontida. La ruspa è puntata su Palazzo Chigi, e non sui campi rom. Matteo Salvini si è fatto forte dell'eccellente risultato delle regionali e ha deciso di accelerare. Lui è "il Matteo giusto", come dicono i suoi fedelissimi, e intende occupare tutto lo spazio del centrodestra, convinto che le altre formazioni dell'area moderata — Berlusconi in testa — dovranno fare i conti con la sua leadership, che lo vogliano o no.

Deve fare in fretta Salvini, deve impedire che lo spazio oggi occupato dalle macerie di Forza Italia venga occupato da qualcun altro, perché in politica i vuoti non esistono e a riempire i vuoti ci vuole un attimo. Per adesso c'è solo lui, unico leader a vedere aumentare i suoi voti rispetto alle europee di un anno fa, sia in percentuale, sia in cifra assoluta. Il Carroccio ha dilagato nel centro Italia, secondo partito in Toscana, terzo in Umbria e nelle Marche.

La Lega Nord è al suo massimo storico, e questo risultato Salvini lo ha sbattuto in faccia persino al fondatore Umberto Bossi, che si è visto ulteriormente ridimensionato il ruolo dal congresso statutario a porte chiuse di sabato scorso. Soprattutto Bossi è parso una voce che grida nel deserto quanto ha scandito dal parco della "sua" Pontida che "la Lega non può essere nazionale" e che finché ci sarà lui sarà nazional-padana.

Il dissenso interno al Carroccio è marginale e ridotto al silenzio, anche se parecchi militanti storici hanno storto il naso di fronte alla prima volta delle delegazioni meridionali allo storico raduno in terra bergamasca. A qualcuno dei duri e puri sentirli chiamare "fratelli del Sud" risulta piuttosto indigesto, ma Salvini è determinatissimo a continuare sulla costruzione della dimensione nazionale del Carroccio 2.0, la sua creatura. Sinora gli sforzi fatti non hanno prodotto i risultati sperati. Troppo poco il 2,29% in Puglia, o il 3,45% ad Agrigento (anche se il candidato sindaco Marco Marcolin ha toccato il 9,15%). C'è un evidente problema di selezione della classe politica da Roma in giù, c'è davvero tanto da lavorare. Ma sulle bandiere gialle e blu di "Noi con Salvini" a Pontida si leggevano i nomi di quasi tutte le regioni meridionali e delle maggiori città. Semi da coltivare e fare crescere.

Per rassicurare gli elettori moderati Salvini ha corretto la rotta del suo linguaggio, ha assicurato che limiterà drasticamente il numero dei "vaffa", e sta chiamando un gruppo di professori universitari per stendere un programma di governo credibile, raccolti intorno al docente della Cattolica Claudio Borghi, secondo alle regionali in Toscana con il 20% dei consensi. Non solo stop all'immigrazione incontrollata, ma anche cancellazione della legge Fornero, degli studi di settore, via l'Imu sui capannoni e sui terreni agricoli. Elementi di destra e di sinistra mescolati, perché per il leader del Carroccio questi termini hanno ormai poco senso.