BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

IL CASO MARINO/ D'Attorre: Renzi ha gettato il Pd e Roma nel caos

Ignazio Marino (Infophoto)Ignazio Marino (Infophoto)

Il problema dell’inaridimento nella vita dei circoli e della loro feudalizzazione è reale. Nel lavoro di Barca ci sono però anche inesattezze ed errori che vanno corretti. Non vanno trascurate le cause di fondo che hanno condotto a questa situazione. I circoli si svuotano anche perché il partito perde la sua base sociale di riferimento. Bisogna riflettere sul modo in cui il partito riesce a rappresentare mondi essenziali quali il lavoro e la scuola.

 

La scuola appunto. Che cosa ne pensa del conflitto interno al Pd che si è creato proprio a proposito di questa riforma?

Il punto politico di fondo è che questo governo non può imporre per via disciplinare attraverso l’imposizione del voto di fiducia una linea contraria al programma con il quale i deputati di centrosinistra sono stati eletti nel 2013. Come è già avvenuto sulle tematiche del lavoro, anche sulla scuola si insiste su una linea che è più simile alle posizioni espresse da Forza Italia.

 

Anche sulla scuola però la minoranza Pd sta dando prova di indisciplina…

Non si può chiedere disciplina e lealtà a queste condizioni. Per quanto mi riguarda io avverto lealtà anzitutto al programma con cui sono stato eletto nel 2013 e agli orientamenti che sta esprimendo il nostro popolo, che con il voto alle Regionali ha dato il segnale più trasparente.

 

Dal 2013 a oggi però è cambiato l’intero panorama politico…

Se sui temi della scuola si vuole verificare un cambio di linea così profondo, la soluzione è quella di consultare la nostra base in maniera democratica come prevede lo Statuto. Questa è l’unica scelta che potrebbe creare un vero vincolo, legittimando una modifica così radicale nell’orientamento. Altrimenti, su una materia così delicata come la scuola, non può essere imposta una svolta da un governo che tra l’altro nasce senza una legittimazione popolare diretta e il cui programma sua mai stato discusso o votato dagli elettori.

 

Anche sui temi europei il governo Renzi sembra non seguire una linea precisa. Lei come valuta le sue prese di posizione sulla Grecia?

La Grecia sta ponendo un problema che riguarda la sopravvivenza della stessa unione monetaria. Se siamo onesti dobbiamo riconoscere che il problema non sono i debiti della Grecia, che evidentemente non potranno mai essere rimborsati. La questione riguarda piuttosto le modalità di funzionamento e l’indirizzo di fondo della politica economica nell’Eurozona.

 

E quindi che cosa dovrebbe fare il nostro governo?

L’Italia si sarebbe dovuta schierare con decisione fin dall’inizio a sostegno della battaglia di Tsipras, e per un cambiamento di fondo e strutturale dell’attuale assetto europeo. La posizione defilata e anodina assunta dal nostro governo, che di fatto è stato poi escluso da tutti i vertici più importanti, è poco coraggiosa, lungimirante e rispondente agli interessi del nostro Paese.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
23/06/2015 - commento (francesco taddei)

No onorevole D'Attorre. E' il Partito Democratico in quanto tale ad essere marcio. siete i servi dei potenti. i partiti con i loro segretari e presidenti sono macchine mangiasoldi. pecunia non olet. sono i partiti italiani nel loro stesso essere, così oppressivi e totalitari e corrotti ad essere il male.

 
23/06/2015 - D'Attorre, solo per Lei Marino sta lavorando bene (Giuseppe Crippa)

C’è un sindaco in carica da due anni, il suo comune affitta appartamenti a sette euro al mese e lui non ha ancora disdetto un contratto. C’è bisogno che lo dica Renzi che dovrebbe dimettersi?