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SONDAGGI/ Mannheimer: Renzi è al 25%, la "cosa" di Berlusconi e Salvini al 40

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Berlusconi ha proposto una nuova cosa di destra, anzi di centrodestra, "un contenitore più ampio, del quale Forza Italia e la Lega siano parte". Lo ha detto nell'intervista di ieri al Giornale, e di questo parlerà certamente nel suo incontro con Matteo Salvini previsto questa sera. Quanto può valere questo nuovo polo? Lo abbiamo chiesto al sondaggista Renato Mannheimer. "Difficile dirlo adesso, dipende molto da quanti astenuti è in grado di portare alle urne. Potrebbe valere intorno al 40 per cento". E su Renzi: "è al minimo, gli insegnanti lo odiano".

Mannheimer, dunque l'idea di Berlusconi le piace?
In sé è buona, bisogna vedere se Berlusconi riesce a realizzarla. C'è un elettorato di centrodestra che è ancora la maggioranza, e potrebbe tornare a riferirsi a un polo che lo aggreghi. Ma non è una operazione facile.

Si può fare solo con Berlusconi federatore oppure il consenso potrebbe arrivare anche sotto la guida di altri leader?
Anche con altri leader. Ma dipende tutto dalla loro capacità. Certo Berlusconi è molto bravo in queste operazioni, ma alla sua età… Lo stesso Salvini, che adesso mi sembra avere posizioni più moderate, potrebbe farne il leader. 

E comunque, varrebbe più della somma degli addendi.
Sì. C'è una parte notevole dell'elettorato di centrodestra che alle ultime elezioni, non trovando un riferimento, o si è astenuta o ha addirittura votato 5 Stelle. Tutti questi, se c'è un leader forte, possono tornare all'ovile.

Sei mesi fa nessuno si sarebbe aspettato che Salvini da solo potesse raggiungere le percentuali che abbiamo visto. Di quanto può incrementare ancora il suo consenso?
Dipende da quello che fa. Se assume posizioni più moderate, può crescere perfino di un ulteriore 10 per cento. 

Deve continuare a insistere sul tema migranti-sicurezza?
In cima alle preoccupazioni degli italiani c'è il lavoro, e anche chi ha un'occupazione è preoccupato per i figli o per i suoi cari. E' questa la priorità. In ogni caso, l'atteggiamento anti-immigrati è redditizio e Salvini lo sa bene. Se fino a un paio di anni fa la maggioranza relativa era per l'accoglienza, oggi solo il 17 per cento è per accogliere chiunque arrivi. La posizione anti-immigrati va crescendo fortemente nel paese, una gran parte di cittadini per esempio crede che gli immigrati siano la causa maggiore di criminalità.

Dipende dagli insuccessi del governo sul fronte europeo?
In parte sì. Come dipende molto anche dall'enfasi dei media.

Qual è attualmente il grado di soddisfazione per l'operato del governo?
E' intorno al 25 per cento, che è la percentuale più bassa da quando Renzi è in carica. E tra le categorie meno soddisfatte e più critiche ci sono gli insegnanti.

Le stavo per chiedere dove Renzi è più in crisi rispetto a questi fronti: migranti, scuola, Mafia capitale. 



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