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L'INTERVISTA/ Bersani: ripresa, migranti, scuola, all'Italia serve un'altra sinistra

Pubblicazione:giovedì 25 giugno 2015

Pier Luigi Bersani (Infophoto) Pier Luigi Bersani (Infophoto)

Per il Comune di Milano, intanto, la campagna elettorale è già cominciata. "Milano deve restare centrale nella visione e nella presenza del Pd: non fosse altro perché a Milano nel 2011 il centrosinistra ha vinto le comunali al suo meglio. Il centrosinistra vince quando scendono in lizza riformisti come Stefano Boeri, candidati sostenuti da una sinistra più radicale come Giuliano Pisapia e "uomini civici" come Valerio Onida. il centrosinistra vince nettamente quando poi tutti sostengono un progetto come nel 1996 è stato l'Ulivo: quando il centrosinistra salda un fronte largo di riformismo, di sinistra identitaria e di civismo. Il civismo attivo e autentico non è buonismo, è un valore fondante del centrosinistra. Il centrosinistra deve tenere vitale il suo profilo ideale e culturale proprio per aprire con decisione dei varchi nella proposta politica della destra. Il Pd deve fare il suo mestiere, con rigore, e non pensare mai che la destra lasci fare ad altri la propria parte. Altro che Nazareno".            

A proposito di parti: sul caso dei migranti qual è — secondo lei — la parte del Pd? "Prima delle elezioni 2013 avevo dedicato parecchio tempo a girare le capitali dei paesi nordafricani e ricordo di aver parlato sempre della stabilizzazione del Mediterraneo come priorità presso tutte le capitali europee. Rimango convinto — come ha ricordato Romano Prodi in questi giorni — che la riduzione del caos geopolitico nell'area sia possibile soltanto con la ripresa di un serio confronto fra Usa, Russia, Ue, Arabia Saudita, Iran ed Egitto". 

Ma intanto i barconi continuano ad arrivare. "E l'Italia e l'Europa devono rispondere. Ci vorrebbe una vera disciplina europea sul diritto d'asilo. Nell'emergenza è necessario un accordo contrattato di quote. Certo, un governo di centrosinistra non può cancellare la logica dell'accoglienza. Non deve commettere errori, non può pensare che cento profughi siano accolti da un piccolo centro di due o tremila abitanti. Ma deve fare politica attiva: perché i profughi accolti non possono essere instradati su percorsi di lavoro di pubblica utilità, di formazione?"

Né sberle né carezze sterili: vale anche per gli insegnanti italiani? "Per quanti sforzi faccia, confesso di non riuscire a capire come si sta muovendo il governo sulla riforma della scuola. Ho sentito parlare di 'stati generali' e mi ritrovo un decreto sotto fiducia in parlamento. Io non dico che nella scuola italiana qualcosa non vada cambiato, non possa essere migliorato. Ma se racconti alla scuola che le stai facendo una carezza e la scuola pensa di prendere uno schiaffo, ci sarà qualcosa che non va. Quando in campagna elettorale sono andato nelle scuole di periferia di Palermo e poi sono andato a dire agli italiani che certi insegnanti sono eroi del paese, ponevo la sviluppo del sistema scolastico come momento prioritario di crescita del Paese. Ora però fatico davvero a ritrovarmi nel percorso scelto dal governo".


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COMMENTI
25/06/2015 - Un'altra sinistra? (Stefano De Stefano)

E' evidente che il sig. Bersani ha scambiato un partito politico di sinistra per un'azienda commerciale. Al posto del fatturato ci sono i voti ma il fine è uguale: il profitto, cioè il guadagno per chi ne fa parte, chi dirige, e gli altri che vadano in quel posto. Ma il socialismo, chissà se il Bersani se lo ricorda, non è una ditta. E' un progetto politico che mira a risolvere le disuguaglianze sociali di tutta la società e non può essere una ditta ma un operare collettivo. Il fine del socialismo non è il profitto, magari del Bersani e di chi sta nella sua ditta, ma l'umanità, ragion per cui i bilanci degli Stati acquistano un valore relativo perché se il bilancio di uno Stato è in attivo ma le disuguaglianze sociali sono mostruose, allora non si è di sinistra ma semplicemente liberali. Perciò, di quale "altra" sinistra va cianciando il sig. Bersani? All'Italia serve una sinistra, punto!

 
25/06/2015 - per il signor pier luigi (giorgio bendazzoli)

anche al metalcrom treviso serve un altra sinistra, o forse un altra tre-quarti, gigi perchè non andiamo in pensione?