BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

L'INTERVISTA/ Bersani: ripresa, migranti, scuola, all'Italia serve un'altra sinistra

La riforma della scuola, il caso Fassina, il nodo del comune di Roma, l'Italicum, le sorti della legislatura, la sinistra che perde, papa Francesco: PIER LUIGI BERSANI a tutto campo

Pier Luigi Bersani (Infophoto)Pier Luigi Bersani (Infophoto)

Onorevole Bersani, si voterà nel 2018 o prima? "Tutti nel Pd, a partire da Renzi e me compreso, stiamo lavorando per condurre a termine la legislatura, una legislatura di vere riforme e di ripresa per il Paese. Ma ho l'impressione che questa destra, appena si sentirà pronta, ci farà ballare. Non credo che il Pd faccia male a tenersi pronto, ad attrezzarsi". Questa destra: quale destra? "La destra regressiva: è il vero avversario politico del centrosinistra. Non nemico, ma competitore politico sempre: a Milano la prossima primavera, o al prossimo voto politico. Centrosinistra democratico e riformista versus destra regressiva".

Pier Luigi Bersani risponde alle domande de ilsussidiario.net in una "giornata particolare" per il governo e il Pd: le tensioni sulla riforma della scuola, il caso Fassina, il nodo del Comune di Roma. Ma non fa melina quando vuole parlar subito all'ultima enciclica di papa Francesco, che ha letto nel fine settimana. "E' un grande documento sul creato e sul potere: commetterebbe un errore disonorevole e un peccato d'ipocrisia il politico che la lasciasse scorrer via come acqua sulla pietra. E' un testo intimamente universalistico che parla chiaro sul confronto drammatico fra libertà economica e controllo democratico, sulle radici della crisi politica qui e ora".

Crisi politica qui e ora: anche in Italia. "Siamo in una transizione indubbiamente complicata" — dice l'ex segretario del Pd — e chi ha vantato e applaudito l'Italicum come strumento risolutivo di tutte le instabilità e i malfunzionamenti della democrazia italiana credo che oggi non possa non riflettere: anche dopo gli ultimi eventi politici. L'Italicum — ma più in generale l'intero progetto di riforma costituzionale — sta mettendo l'Italia nei guai. Chi vince le elezioni con il 25-30 per cento, nominando i deputati, si prende tutto: dal potere di nominare il presidente della Repubblica fino all'ultimo dirigente della pubblica amministrazione: a chi può sembrare una prospettiva ragionevole? A me pare solo una prospettiva assurda. E mettersi al lavoro su qualche correzione mi sembra solo un atto di buon senso, un freno a una sicura deriva demagogica". Buon senso anche per il Pd: "Le ultime amministrative hanno dimostrato che ai ballottaggi vincono i contras coalizzati contro di noi".

Il Pd perde il sindaco in alcuni capoluoghi ma soprattutto è sotto pressione estrema a Roma. "Guardi, quello che mi ha ferito di più, leggendo delle inchieste romane, è vedere che le malversazioni hanno colpito l'ambito delle politiche sociali". Questo premesso? "Detto questo io credo sia un errore dire che il sindaco Marino è un santo e poi accusarlo di non saper fare i miracoli. Bisogna uscire dalla logica dei santi e dei miracoli: il sindaco Marino e il Pd, assieme, assumendosi le loro responsabilità politiche e amministrative, hanno il diritto e il dovere di compiere passi concreti, di provare a disincagliare Roma da questa bruttissima impasse. Qualsiasi decisione si prenda, separare Marino dal Pd aggiungerebbe un problema ai tanti che già ci sono".


COMMENTI
25/06/2015 - Un'altra sinistra? (Stefano De Stefano)

E' evidente che il sig. Bersani ha scambiato un partito politico di sinistra per un'azienda commerciale. Al posto del fatturato ci sono i voti ma il fine è uguale: il profitto, cioè il guadagno per chi ne fa parte, chi dirige, e gli altri che vadano in quel posto. Ma il socialismo, chissà se il Bersani se lo ricorda, non è una ditta. E' un progetto politico che mira a risolvere le disuguaglianze sociali di tutta la società e non può essere una ditta ma un operare collettivo. Il fine del socialismo non è il profitto, magari del Bersani e di chi sta nella sua ditta, ma l'umanità, ragion per cui i bilanci degli Stati acquistano un valore relativo perché se il bilancio di uno Stato è in attivo ma le disuguaglianze sociali sono mostruose, allora non si è di sinistra ma semplicemente liberali. Perciò, di quale "altra" sinistra va cianciando il sig. Bersani? All'Italia serve una sinistra, punto!

 
25/06/2015 - per il signor pier luigi (giorgio bendazzoli)

anche al metalcrom treviso serve un altra sinistra, o forse un altra tre-quarti, gigi perchè non andiamo in pensione?