BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

GENDER/ Toccafondi (sottosegretario): va risolta l'ambiguità dell'Unar

Infophoto Infophoto

Il Governo però deve fare chiarezza.

Fare chiarezza vuol dire che va risolta con il Dipartimento pari opportunità della Presidenza del Consiglio la funzione di Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazione razziale). Il problema non è Unar in sé, ma la "nuova" e ambigua funzione che questo ufficio da tre anni si è di fatto autoassegnato occupandosi quasi esclusivamente di gender quando invece oltre il 75 per cento delle segnalazioni che gli arrivano in merito alle discriminazioni sono di carattere razziale o di fede religiosa. Un'evidente deriva ideologica della sua funzione istituzionale supportata dall'attivismo dell'Unione europea che ha inviato a tutti i paesi una raccomandazione per attuare il piano nazionale contro le discriminazioni. In base a questo input sono state scritte le linee guida nazionali di Unar e definita una Strategia nazionale senza coinvolgere né il Parlamento né i ministeri interessati, per poi passare alla proposta e alla firma di protocolli tra l'Unar stessa e i singoli dicasteri. In questo modo si è arrivati direttamente all'utente finale, le scuole, dove vengono proposte iniziative di singole associazioni per dare attuazione a quanto sopra riportato, spesso anche senza il passaggio dal consenso informato dei genitori.

E' questo percorso quello che esaspera gli animi di genitori e insegnanti, perché perseguito nella totale assenza di un dibattito e di un confronto costante con i genitori.

Ma tutto ciò c'è già in molte scuole, non è stato introdotto né tantomeno ratificato dal ddl sulla Buona Scuola.

La scuola non è terreno di scontro ideologico, né luogo di colonizzazione culturale. Non è neppure un posto paradisiaco dove tutto è tranquillo e dove non si debbano aiutare i ragazzi a capire e vivere il rispetto per gli altri. È però luogo della conoscenza e della formazione di una coscienza critica. Per questo continuo a dire assolutamente sì alla lotta a tutte le discriminazioni e un no convinto all'introduzione della teoria gender. Le due cose, come ho cercato di spiegare, possono e devono coesistere.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
29/06/2015 - Bisogna assumersi le proprie responsabilità (felice eugenio crema)

Per dare credibilità alla posizione più volte espressa dal Ministero della PI attraverso molti suoi autorevoli rappresentanti sarebbe sufficiente una circolare che richiami la normativa esistente per le attività 'sensibili', distinguendo tra attività curricolari e attività extracurricolari: per le prime ricordando in particolare che devono essere, oltre che approvate dal Collegio dei docenti, anche inserite nel Pof (piano dell'offerta formativa) che deve essere comunicato alla famiglia; per le seconde ricordando in particolare che queste attività devono essere comunicate alla famiglia in tempi e in modi che permettano loro di decidere se dare (o negare) l'assenso alla partecipazione dei propri figli alle stesse attività. In tutti i casi deve essere chiaramente indicato il/gli insegnanti responsabili (anche giuridicamente oltre che didatticamente ed educativamente) che dovranno essere anche fisicamente presenti alla attività proposta e che dovranno rappresentare il referente cui la famiglia può rivolgersi. Evidentemente una circolare con questi contenuti non risolve il problema culturale e politico posto dalla volontà diffusa di ritornare ad un Ministero dell'educazione nazionale che abbiamo già sperimentato in momenti che nessuno rimpiange (e questo mentre ci si riempie la bocca di autonomia) ma indica almeno la volontà di mantenere una posizione corretta rispetto alla normativa vigente.

 
29/06/2015 - C'è chi non vuol vedere ... (giacomo rocchi)

"se le parole hanno un senso, in questa fase non vedo il problema denunciato". Caro Toccafondi, capisco che - è un problema di DNA? - un democristiano, per principio, non deve mai allontanarsi dalla sua poltrona - anche se è una poltroncina - e che, quindi, in certi frangenti, deve fare come le scimmiette (non vedo, non sento e non parlo ... se non dopo per tranquillizzare che va tutto bene, fidatevi di noi), ma ci risparmi le finte ingenuità. Le parole scritte in una legge un senso ce l'hanno ed è esattamente quello di coloro che volevano inserire il gender nella scuola in via ufficiale: aspettiamo - noi, genitori - l'inizio del prossimo anno scolastico e così vedremo il "senso" di quelle parole. Lei, nel frattempo, che ne dice di dimettersi?

 
29/06/2015 - la penso come Toccafondi (marco nocetti)

Caro Toccafondi, per quel che può valere la penso come lei: un pezzo grosso del problema "gender" è l'UNAR. Speriamo che la pensi come noi anche il Sottosegretario di Stato all'Istruzione, Università e Ricerca e che agisca di conseguenza. E che il suo agire ottenga qualcosa di più di quello che ha ottenuto in questi anni...

 
28/06/2015 - gender accademico (roberto castenetto)

Le cose non sono proprio così. L'Unar ha fatto la sua parte e deve rivedere i propri compiti, ma il Miur c'è dentro fino al collo nella questione della diffusione del gender nelle scuole. Alcuni esempi: 1. Il V Seminario nazionale sulle Indicazioni nazionali 2012, del 29-30 settembre, organizzato dal Miur a Pizzo Calabro, ha una sezione dedicata a Identità e differenze di genere nel curricolo, in cui si parlerà di “curricolo nascosto”, ovvero delle convinzioni dei docenti e dei contenuti dei libri di testo, che diffondono stereotipi su identità e differenza di genere nel contesto scolastico; 2. Lo Smart Education and Technolgy Days, del 28-30 ottobre, organizzato sempre dal Miur a Napoli, ha una sezione dedicata alle discriminazioni di genere. In Friuli poi abbiamo constatato che è stata ed è l'Università di Trieste l'ideatrice dei progetti di diffusione della teoria gender nelle scuole materne (Gioco del Rispetto) e nelle scuole superiori ("A scuola per conoscerci"), con l'ausilio di Arcigay. In entrambi i casi la copertura istituzionale è venuta dalle norme in vigore per contrastare la violenza sessuale, il bullismo omofobico e le discriminazioni di genere.

 
28/06/2015 - Toccafondi (& NCD): sull'UNAR datevi da fare! (Giuseppe Crippa)

Toccafondi (nella squadra di questo Governo da più di due anni) che scrive in terza persona: “Il Governo deve far chiarezza e risolvere con il Dipartimento delle pari opportunità la funzione di UNAR”, mi sembra come un marito che, scoprendo la moglie con un altro uomo, dicesse: “La nostra famiglia deve far chiarezza e risolvere la funzione della fedeltà”.

 
28/06/2015 - Tutti gli uomini del presidente (Alessandro d'Alessandro)

Quando un uomo di governo volta le spalle alla piazza, vuol dire che è diventato un uomo di potere. La valanga di articoli qui comparsi, tutti caratterizzati da una sorta di contrapposizione tra buonsenso governativo e scomposte urla di popolo, la dice lunga sulla posizione che il Movimento si è data. Anche perché nel merito rimane una grande ambiguità: se la teoria gender va combattuta, se la violenza e la discriminazione sono tra sessi, allora cosa è il genere più volte menzionato dal sottosegretario Toccafondi?