BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

GENDER/ Toccafondi (sottosegretario): va risolta l'ambiguità dell'Unar

Riceviamo e pubblichiamo un intervento del sottosegretario al Miur GABRIELE TOCCAFONDI (Ncd) per fare chiarezza in merito al tema della teoria del gender nella scuola italiana

Infophoto Infophoto

Un conto è la lotta alle discriminazioni, un conto è la teoria gender. Nessuno confonda le due cose. Sono due anni che ribadisco questo punto, anche quando il tema erano i libretti sul gender a scuola. Questa posizione ha fatto sì che le opposizioni abbiano chiesto più volte le mie dimissioni, chiamandomi "sottosegretario sentinella", in rete mi danno del crociato, dell'omofobo, oscurantista eccetera. Cerco di essere realista non ideologico, mi hanno insegnato a usare la ragione e a partire dalla realtà.

Nel ddl Buona Scuola c'è la richiesta (al comma 16 del testo finale del Senato) di tenere conto nell'attività didattica di tante cose tra le quali anche "la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni". Se le parole hanno un senso,  in questa frase non vedo il problema denunciato. Lo vedo se qualche associazione vuole interpretare questa frase forzandone il significato per introdurre in modo evidentemente strumentale la teoria del gender. Ma per eliminare questo pericolo non serve urlare contro "la prevenzione della violenza di genere" (peraltro sancita da una legge dello Stato votata da destra e sinistra, la 119 del 2014) ma chiarire una volta per tutte che la teoria del gender (decido io la mia identità sessuale) non è la lotta alle discriminazioni (nessuno va discriminato in base al sesso, come dice la Costituzione) e che in ogni caso sono i genitori gli unici che devono conoscere e possono approvare ciò che a scuola viene insegnato o ciò che vi entra attraverso attività collaterali come libretti, video, corsi vari.

Chi pensa che la scuola sia un'isola felice dove le discriminazioni anche pesanti non esistano, sbaglia. E chi pensa che non si debba spiegare e accompagnare i ragazzi in questo percorso sbaglia due volte. Dall'altra parte sbaglia, e molto, chi pensa di indottrinarli con la teoria secondo la quale non siamo uomini o donne ma ciò che vogliamo essere. Sbaglia ancora di più chi questa teoria la vuole introdurre nelle scuole con il bollino dell'Europa o di un ufficio del Governo spacciandola come lotta alle discriminazioni.

Ripeto, che non guasta: la teoria gender è una cosa, la lotta alle discriminazioni, anche di genere, un'altra. Non ci può essere equivoco. Mentre sulla lotta alle discriminazioni non si discute, per la teoria gender se i genitori vogliono (e solo in questo caso) sarà loro compito e cura insegnarla. Non si tratta di una novità: quello che si fa a scuola deve essere conosciuto preventivamente dai genitori, i quali, Costituzione alla mano (art. 30), sono gli unici "titolari" della competenza in merito al "diritto dovere di istruire ed educare i figli". 


COMMENTI
29/06/2015 - Bisogna assumersi le proprie responsabilità (felice eugenio crema)

Per dare credibilità alla posizione più volte espressa dal Ministero della PI attraverso molti suoi autorevoli rappresentanti sarebbe sufficiente una circolare che richiami la normativa esistente per le attività 'sensibili', distinguendo tra attività curricolari e attività extracurricolari: per le prime ricordando in particolare che devono essere, oltre che approvate dal Collegio dei docenti, anche inserite nel Pof (piano dell'offerta formativa) che deve essere comunicato alla famiglia; per le seconde ricordando in particolare che queste attività devono essere comunicate alla famiglia in tempi e in modi che permettano loro di decidere se dare (o negare) l'assenso alla partecipazione dei propri figli alle stesse attività. In tutti i casi deve essere chiaramente indicato il/gli insegnanti responsabili (anche giuridicamente oltre che didatticamente ed educativamente) che dovranno essere anche fisicamente presenti alla attività proposta e che dovranno rappresentare il referente cui la famiglia può rivolgersi. Evidentemente una circolare con questi contenuti non risolve il problema culturale e politico posto dalla volontà diffusa di ritornare ad un Ministero dell'educazione nazionale che abbiamo già sperimentato in momenti che nessuno rimpiange (e questo mentre ci si riempie la bocca di autonomia) ma indica almeno la volontà di mantenere una posizione corretta rispetto alla normativa vigente.

 
29/06/2015 - C'è chi non vuol vedere ... (giacomo rocchi)

"se le parole hanno un senso, in questa fase non vedo il problema denunciato". Caro Toccafondi, capisco che - è un problema di DNA? - un democristiano, per principio, non deve mai allontanarsi dalla sua poltrona - anche se è una poltroncina - e che, quindi, in certi frangenti, deve fare come le scimmiette (non vedo, non sento e non parlo ... se non dopo per tranquillizzare che va tutto bene, fidatevi di noi), ma ci risparmi le finte ingenuità. Le parole scritte in una legge un senso ce l'hanno ed è esattamente quello di coloro che volevano inserire il gender nella scuola in via ufficiale: aspettiamo - noi, genitori - l'inizio del prossimo anno scolastico e così vedremo il "senso" di quelle parole. Lei, nel frattempo, che ne dice di dimettersi?

 
29/06/2015 - la penso come Toccafondi (marco nocetti)

Caro Toccafondi, per quel che può valere la penso come lei: un pezzo grosso del problema "gender" è l'UNAR. Speriamo che la pensi come noi anche il Sottosegretario di Stato all'Istruzione, Università e Ricerca e che agisca di conseguenza. E che il suo agire ottenga qualcosa di più di quello che ha ottenuto in questi anni...

 
28/06/2015 - gender accademico (roberto castenetto)

Le cose non sono proprio così. L'Unar ha fatto la sua parte e deve rivedere i propri compiti, ma il Miur c'è dentro fino al collo nella questione della diffusione del gender nelle scuole. Alcuni esempi: 1. Il V Seminario nazionale sulle Indicazioni nazionali 2012, del 29-30 settembre, organizzato dal Miur a Pizzo Calabro, ha una sezione dedicata a Identità e differenze di genere nel curricolo, in cui si parlerà di “curricolo nascosto”, ovvero delle convinzioni dei docenti e dei contenuti dei libri di testo, che diffondono stereotipi su identità e differenza di genere nel contesto scolastico; 2. Lo Smart Education and Technolgy Days, del 28-30 ottobre, organizzato sempre dal Miur a Napoli, ha una sezione dedicata alle discriminazioni di genere. In Friuli poi abbiamo constatato che è stata ed è l'Università di Trieste l'ideatrice dei progetti di diffusione della teoria gender nelle scuole materne (Gioco del Rispetto) e nelle scuole superiori ("A scuola per conoscerci"), con l'ausilio di Arcigay. In entrambi i casi la copertura istituzionale è venuta dalle norme in vigore per contrastare la violenza sessuale, il bullismo omofobico e le discriminazioni di genere.

 
28/06/2015 - Toccafondi (& NCD): sull'UNAR datevi da fare! (Giuseppe Crippa)

Toccafondi (nella squadra di questo Governo da più di due anni) che scrive in terza persona: “Il Governo deve far chiarezza e risolvere con il Dipartimento delle pari opportunità la funzione di UNAR”, mi sembra come un marito che, scoprendo la moglie con un altro uomo, dicesse: “La nostra famiglia deve far chiarezza e risolvere la funzione della fedeltà”.

 
28/06/2015 - Tutti gli uomini del presidente (Alessandro d'Alessandro)

Quando un uomo di governo volta le spalle alla piazza, vuol dire che è diventato un uomo di potere. La valanga di articoli qui comparsi, tutti caratterizzati da una sorta di contrapposizione tra buonsenso governativo e scomposte urla di popolo, la dice lunga sulla posizione che il Movimento si è data. Anche perché nel merito rimane una grande ambiguità: se la teoria gender va combattuta, se la violenza e la discriminazione sono tra sessi, allora cosa è il genere più volte menzionato dal sottosegretario Toccafondi?