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SONDAGGI/ Sull'Europa (e la Grecia) Grillo batte Renzi

Pubblicazione:martedì 30 giugno 2015

Beppe Grillo (Infophoto) Beppe Grillo (Infophoto)

Grillo è stato in grado di interpretare come nessun altro l’umore degli italiani nei confronti della Grecia. Per l’italiano medio è evidente che Atene ha barato e per questo si merita le “sculacciate”, ma la Troika non è affatto giustificata nel momento in cui pretende di rivalersi cavando il sangue ai cittadini greci. Le istituzioni internazionali hanno speculato e continuano a speculare sui problemi di Atene, e questo fatto rende simpatica la Grecia all’opinione pubblica del nostro Paese. Grillo lo ha espresso molto bene e questo gli ha giovato anche a livello di consensi.

 

Agli italiani quanto importa dell’euro e dell’Europa?

Più di due terzi degli italiani vogliono più Europa. Non si accontentano cioè di rimanere nell’Europa e nell’euro, ma addirittura il 30% vuole gli “Stati Uniti d’Europa”. Ciò non vuole però dire che gli italiani siano acritici nei confronti di Bruxelles, anzi. Per fare un paragone, se tuo figlio va male a scuola non lo cacci di casa ma lo mandi a ripetizioni. Allo stesso modo per l’opinione pubblica del nostro Paese l’Europa non sta funzionando, ma ciò che si auspica non è uscirne bensì correggerne la rotta.

 

E la moneta unica? E' vista come il capro espiatorio per il fatto che l’economia non riparte?

No. Nella percezione degli italiani i fattori che bloccano l’economia sono corruzione, eccesso di burocrazia, pervasività dello Stato nei settori produttivi e nella vita privata dei cittadini.

 

Lei prima ha detto che “la forma del centrodestra non è definitiva”. Come si aspetta che evolva?

In questo momento abbiamo una Lega nord al 15-20%, cioè a un terzo dei risultati che dovrebbe ottenere se volesse essere competitiva. Gli altri due terzi sono finiti in parte all’M5S, in parte nell’astensionismo e in parte tra gli indecisi. Per non parlare degli elettori di centrodestra che alle ultime europee avevano scelto di dare fiducia a Renzi. A questo punto Salvini ha di fronte a sé due strade.

 

Quali?

La prima è rifare la Casa delle libertà, mettendo insieme tutti i partitini del centrodestra. La seconda, che reputo vincente, è quella del “predellino”. Da un giorno all’altro dà un colpo di reni e annuncia che scioglie la Lega nord e forma la Lega nazionale. Questo gli permetterebbe di sdoganarsi con il centro e con il sud. Nell’articolo 1 dello Statuto della Lega infatti si afferma che il obiettivo è “l’indipendenza della Padania”, e questo impedisce qualsiasi sviluppo del partito nelle altre Regioni ed in taluni altri contesti del centrodestra.

 

(Pietro Vernizzi)



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