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FLOP ELEZIONI/ Formica: il "capolavoro" di Renzi? Farci credere che votare non serve

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Qualsiasi riforma costituzionale fallisce il suo scopo se non affronta il problema del nuovo equilibrio tra democrazia rappresentativa e diretta. La vera questione è in che modo uno Stato nazionale ridotto nei suoi poteri possa convivere autorevolmente sotto il cappello di una sovranità sovranazionale quale è quella europea. Al cittadino italiano importa di questo problema, mentre non importa nulla del fatto che il Senato abbia o meno la paga, perché poi la riforma di Renzi si riduce a questo.

 

E’ questo che spiega la parziale sconfitta di Renzi?

Renzi che fa la battaglia per la semplificazione e la riduzione a una sola delle forze politiche di maggioranza poi è a livello regionale il fautore della presentazione di decine di liste di sostegno al suo candidato. Così non si può certo dire che si apra il cuore del Paese alla fiducia.

 

Lei ritiene che il renzismo sia fallito?

Renzi è un disastro politico per incultura, incapacità, improvvisazione, pressapochismo, al punto che non saprebbe neanche creare un sistema autoritario. Gli mancano infatti le forze di sostegno per una stessa svolta autoritaria, in quanto si appoggia su una decomposizione del Paese che dovrebbe essere suggestionato e rinfrancato dalla sua capacità di chiacchiera.

 

Che cosa ne pensa del modo in cui il premier ha commentato i risultati?

E’ impressionante che nessuno sia stato in grado di fare un’analisi del perché metà del Paese non sia andato a votare per le elezioni amministrative. Si trattava di un voto dove dovrebbe esserci un maggiore coinvolgimento tra l’elettore e il personale di rappresentanza, perché è legato alla soluzione di problemi che sono più vicini alle persone. Immaginiamoci che cosa accadrà alle elezioni politiche.

 

(Pietro Vernizzi)

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