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SCENARIO/ Il nuovo anti-Renzi non sarà Toti, ma Di Maio (M5S)

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Luigi Di Maio (S) con Beppe Grillo (Infophoto)  Luigi Di Maio (S) con Beppe Grillo (Infophoto)

“Il 10 per cento avuto da Forza Italia alle elezioni regionali consente a Berlusconi di sopravvivere e di non consegnare il centrodestra alla Lega nord. Anche se alle prossime politiche l’anti-Renzi non sarà né Toti né Salvini, ma Luigi Di Maio dell’M5S”. E’ l’analisi di Fabrizio D’Esposito, giornalista politico de Il Fatto Quotidiano. A differenza dei fittiani, che hanno lasciato il partito prima del voto, Denis Verdini sembra essere meno intenzionato a formare un suo gruppo parlamentare, anche se le tensioni all’interno di Forza Italia restano molto alte.

 

Forza Italia ha vinto in Liguria ma ha perso milioni di voti. Come vede la posizione del partito in Parlamento?

Forza Italia ha perso dei voti, ma il suo dato nazionale è intorno al 10% contro il 12,5% della Lega nord e consente certamente a Berlusconi di sopravvivere. Pur facendo una campagna elettorale minima, il Cavaliere di default ottiene il 10%. Questo significa che il simbolo di Forza Italia e quel che resta del carisma di Berlusconi valgono ancora qualcosa e soprattutto contano di più delle varie forze scissioniste che si stanno organizzando.

 

Quanto possono contare Fitto e Verdini?

Quella di Fitto è una forza regionale limitata alla Puglia. Non sappiamo invece quale sia la forza di Verdini né se lascerà o meno il partito. Verdini non ha promesso ai suoi che li avrebbe portati nel Partito della Nazione o che avrebbe garantito loro la rielezione, ma che fino al 2018 rimarranno seduti in Parlamento.

 

Come cambia la situazione del centrodestra dopo il voto?

Cambia notevolmente, e non tanto perché Forza Italia abbia avuto un successo elettorale. I dati che emergono dal voto sono due: l’astensionismo al 50% e il fatto che Renzi non è invincibile. Le elezioni regionali dimostrano che il premier ha preso meno di Bersani alle politiche del 2013, e ciò sposta gli equilibri di forza all’interno dello stesso centrodestra. Chiunque vuole ricostruirne il futuro deve dunque fare i conti con Matteo Salvini, ma anche con Silvio Berlusconi.

 

Qual è la vera natura del patto tra Renzi e Verdini?

Verdini e Renzi si conoscono da almeno dieci anni, ed è noto a tutti che il primo ha dato una mano al secondo a vincere le primarie decisive per diventare sindaco di Firenze. Può darsi che nel loro legame di amicizia ci sia qualcosa che noi non conosciamo, ma quello stretto da Verdini è essenzialmente un patto di potere. Anche se nel 2018, nella prospettiva della nascita del Partito della Nazione, i verdiniani, una parte degli alfaniani e gli ex di Scelta civica andranno in lista con il Pd.

 

Toti può ricostruire il partito di Berlusconi ed essere l’anti-Renzi?



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