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Politica

NUOVE POVERTA'/ "Troppi crack drammatici: un fondo salva-casa per chi fallisce"

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Chi ha sottoscritto un mutuo è giusto che lo rifonda. Questa è la base del nostro vivere civile. Ma è giusto che se non puoi più pagare insieme alla proprietà ti venga sottratto anche il ben più reale dei diritti: quello alla dignità? E giusto, parafrasando Cesare Pavese lasciare degli esseri umani “Soli per essere sempre più soli?”.

 

Cosa si può fare?

Qualcosa si muove nella società civile. A Brescia è nata Guber, una finanziaria di gestione dei crediti di Brescia. Con un’idea innovativa: creare un fondo d’investimento con il quale acquistare immobili pignorati e venduti alle aste fallimentari. E consentire nello stesso tempo che i vecchi proprietari possano continuare a vivere nelle “loro” case. Pagando canoni d’affitto calmierati, oppure concedendo loro una seconda possibilità: quella di un’opzione di richiamo che consenta loro, a certe condizioni, ed entro un certo numero di anni, di rientrare in possesso del proprio bene. Sulla scorta di questo potrebbe essere tentata anche una carta diversa: una modifica legislativa che consenta a coloro che perdono la proprietà della propria casa, a determinate condizioni valutabili volta per volta dal giudice fallimentare, di continuare a usufruirne, naturalmente pagando un canone di affitto proporzionato. Da parte della politica sarebbe un segno preciso di presa di coscienza e di avvicinamento a una realtà sociale cui ci si accosta, sembra, soltanto quando il disagio esplode in tutta la sua efferata carica di violenza.

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