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CAOS PD/ Gotor: rischiamo un caso Liguria nazionale

Per MIGUEL GOTOR, il ricompattamento del centrodestra e gli elevati consensi dell’M5S alle regionali prefigurano per le prossime politiche il ripetersi di quanto è avvenuto in Liguria

Raffaella Paita e Matteo Renzi (Infophoto) Raffaella Paita e Matteo Renzi (Infophoto)

"Il ricompattamento del centrodestra e gli elevati consensi dell'M5S alle Regionali prefigurano per le prossime politiche il rischio che si possa ripetere quanto è avvenuto in Liguria. Forza Italia da sola non ha i voti per sfidare il centrosinistra, ma il ballottaggio previsto dall'Italicum può portarci a una sconfitta se il Pd non supera le sue divisioni interne, perché può favorire l'alleanza al secondo turno fra elettorati populisti e antisistema". E' l'analisi di Miguel Gotor, deputato della minoranza Pd, alla vigilia della direzione nazionale del Partito democratico prevista per lunedì dove si parlerà anche dello scandalo romano scoppiato con il caso Mafia capitale.

Che cosa deve rimproverarsi il Pd sul caso Mafia capitale?

L'indagine rivela un sistema di corruzione molto grave e c'è stata certamente un'omessa vigilanza. Bisogna reagire e lo stiamo facendo sia attraverso il partito di Roma, sia attraverso un'inchiesta interna affidata a un uomo autorevole come Fabrizio Barca. I risultati della sua indagine saranno presentati il 13 giugno. L'unica possibilità è un'autoriforma della politica, che stiamo cercando di attuare.

Orfini è interno alle correnti romane. E' la persona più indicata per svolgere questo ruolo di commissario affidatogli dal partito?

Orfini è stato nominato dal segretario e sta esercitando poteri straordinari ma per un periodo limitato. Lo conosco da tempo, è una persona capace che sta facendo bene il suo dovere. Quella che si è determinata è una situazione rispetto a cui era importante che ci fosse anche una conoscenza dei meccanismi interni al Pd romano. Il fatto che Orfini venga da Roma non mi sembra, in questa circostanza, una controindicazione, perché anzi può dare una maggiore efficacia all'intervento di riforma della politica locale.

Per Renzi, "se abbiamo perso in Liguria chi ha sbagliato è stato il Pd, da parte mia non sentirete mai una parola contro la Paita". Lei come valuta l'analisi delle regionali fatta dal segretario?

Il risultato delle regionali ci dice innanzitutto che le possibilità di espansione del Pd verso destra, la quale ha fatto argine intorno a Salvini, si sono ridotte, se non addirittura esaurite. Nello stesso tempo l'M5S dimostra di avere una sostanziale tenuta, nonostante Grillo sia rimasto in ombra in questa campagna. Si è quindi verificato uno stop alla possibilità di allargamento del Pd verso destra, e quindi è necessario fare di tutto per lavorare all'unità del partito.

Che cosa occorre fare?

Dobbiamo finirla con la retorica dei gufi e degli struzzi, perché se continuiamo così rischiamo di essere "uccellati" dai nostri avversari che sono la destra e l'M5S. Renzi deve smetterla di alimentare a livello propagandistico l'esistenza di un nemico interno, come ha fatto di continuo nell'ultimo anno, perché questo era funzionale a prendere i voti della destra e del fronte moderato. La battuta d'arresto delle regionali ci dice che questo forno si è chiuso, e dunque l'unica strada da percorrere è l'unità del Pd, se non vogliamo rischiare di confermare l'adagio che "tra due litiganti il terzo gode".

Di che cosa è indice il risultato della Liguria?