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DE LUCA & SEVERINO/ Il giurista: l'ex sindaco "spera" in de Magistris, ma si sbaglia

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Vincenzo De Luca (Infophoto)  Vincenzo De Luca (Infophoto)

Più opportunamente, sarebbe stato possibile produrre un decreto-legge rivolto unicamente a fare salvi gli atti prodotti dal presidente della Regione prima della notifica al consiglio del provvedimento di sospensione. Questo sì. Mentre non sarebbe stato pensabile e non è pensabile un decreto-legge rivolto a stabilire a quale figura, nell'ambito della Regione, tra gli eletti in consiglio, affidare il ruolo di vicepresidente: l'ordinamento regionale è materia di competenza esclusiva della Regione, in particolare affidata allo statuto, e una legge dello Stato che pretendesse di interferire sarebbe sicuramente illegittima, tanto più se in forma di decreto-legge.

De Luca ha presentato un ricorso ex art. 700 del codice di procedura civile, come ha fatto de Magistris a inizio giugno. Il caso di De Luca è riconducibile a quello?
La posizione di De Luca non è perfettamente sovrapponibile a quella di de Magistris, che ha subito la condanna penale quando era già in carica. E non è immediatamente sovrapponibile neppure dal punto di vista processuale, poiché de Magistris aveva ottenuto la sospensione del procedimento e del provvedimento di sospensione già innanzi al giudice amministrativo, in quanto questo aveva ritenuto rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale. Gli atti erano stati dunque già trasmessi alla Corte costituzionale, che aveva anche fissato l'udienza di trattazione. Quando la questione è passata al giudice ordinario, ritenuto competente in sede di regolamento di giurisdizione, questo non ha fatto altro che ritenere già acquisite tutte le valutazioni svolte dal giudice amministrativo, confermando l'accesso alla Corte costituzionale e la sospensione del provvedimento, perché ha ritenuto che tanto derivasse dalla translatio iudicii

Naturalmente non può dirsi la stessa cosa nel caso De Luca.
No, perché la richiesta di accesso alla Corte e la richiesta di sospensione del provvedimento in questo caso arrivano al giudice ordinario per la prima volta. E il giudice ordinario valuterà autonomamente l'eccezione di legittimità costituzionale. Sembra che questa sia la via scelta da De Luca, a giudicare dal tenore dei pareri legali resi su sua richiesta.

I fatti lasciano supporre che qualcosa non sia andato come doveva andare: De Luca sapeva che sarebbe stato sospeso dopo la vittoria, tuttavia ha corso ugualmente. Perché?
De Luca ha più volte dichiarato di ritenere che il "fatto politico" dell'elezione diretta debba prevalere su ogni altro fattore, giuridico e istituzionale. Questo convincimento talvolta trova riscontro nei fatti, talaltra no.

Non crede dunque che nel caso di de Magistris giovedì scorso si sia di fatto derogato alla legge Severino?
Nessuna deroga: sulla legge pende un'eccezione di legittimità costituzionale. L'accesso alla Corte costituzionale è una garanzia accordata dal nostro ordinamento.

Ma ci sono buone possibilità che una simile "deroga", o chiamiamola in altro modo, arrivi anche per De Luca? 


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