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DE LUCA & SEVERINO/ Il giurista: l'ex sindaco "spera" in de Magistris, ma si sbaglia

Pubblicazione:mercoledì 1 luglio 2015 - Ultimo aggiornamento:venerdì 3 luglio 2015, 16.15

Vincenzo De Luca (Infophoto) Vincenzo De Luca (Infophoto)

Anche per De Luca non si tratterebbe di una "deroga". Però nel suo caso occorrerà attendere che il giudice ordinario al quale ha proposto l'eccezione di legittimità ne valuti la non manifesta infondatezza. Non è scontato che il suo orientamento corrisponda a quello del giudice amministrativo, ritenuto intangibile dal giudice ordinario del caso de Magistris. È certo invece che, in una situazione resa tanto confusa e complessa, la pressione del contesto sul giudice si fa molto forte.

Come andrà a finire? La regione verrà commissariata? Si andrà a nuove elezioni?
Se il giudice propendesse per l'accesso alla Corte e per la sospensione del provvedimento a carico di De Luca, il nuovo presidente assumerebbe i suoi poteri. Se l'eccezione venisse invece respinta, si dovrebbe procedere allo scioglimento del consiglio regionale per "impedimento permanente", ai sensi dell'articolo 46 dello statuto della Regione Campania. Ma occorre fare attenzione a parlare di "commissariamento" della Regione, perché lo scioglimento non potrebbe avere carattere sanzionatorio, a carico di un consiglio regionale incolpevole. Dunque l'ordinaria amministrazione dovrebbe essere affidata a De Luca, nella qualità di presidente eletto. Poi si andrebbe a nuove elezioni.

Con il senno di poi, perché il segretario del Pd ha candidato De Luca?
Non si tratta del "senno di poi", ma del "senno di prima": il segretario del Pd ha candidato De Luca perché, alle prese con un processo di personalizzazione del partito che vuole portare ad ogni costo a compimento, deve tuttavia fare i conti con la personalizzazione locale, che è molto più strutturata e solida della sua. Come hanno dimostrato lo svolgimento e l'esito delle elezioni primarie in Campania. Poi c'è l'altra faccia della vicenda, la più rilevante.

Quale?
Anche stavolta è tutto nelle mani dei giudici. Tutto, anche ciò che apparterrebbe per propria natura alla sfera della decisione politica, che invece è debole e irresoluta.

(Federico Ferraù)



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