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ITALIA-GRECIA/ D'Attorre (Pd): l'alleanza Renzi-Merkel ci condanna alla recessione

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Matteo Renzi e Angela Merkel  Matteo Renzi e Angela Merkel

“Renzi ha sprecato un’occasione d’oro per chiedere un cambiamento sistemico dell’Europa, preferendo invece di porsi sotto l’ala protettrice della Merkel nella speranza di guadagnare qualche decimale di flessibilità in più”. E’ il commento di Alfredo D’Attorre, deputato del Pd, a proposito della grande partita sul futuro dell’Europa innescata dalla crisi di un piccolo Paese come la Grecia. Da un lato la Germania, inflessibile nel chiedere maggior rigore, dall’altra la Francia, più schierata sulle posizioni del Fondo Monetario, mentre l’Italia ha scelto di restare in riserva proprio mentre ci si appresta a disputare la finalissima.

 

Ritiene che il governo Renzi avrebbe dovuto mettere in campo un’iniziativa diversa?

Per avere un’iniziativa occorreva una posizione distinta dalla signora Merkel e il coraggio di farla valere. A Renzi è mancata sia una cosa sia l’altra. Questo è il motivo per cui non si è minimamente percepito il ruolo dell’Italia nella vicenda greca. La cosa è doppiamente grave.

 

Perché?

A Tsipras è mancato un alleato fondamentale nell’unica vera battaglia politica che finora è stata mossa per cambiare le regole dell’Eurozona. Ma d’altra parte questa battaglia sarebbe stata nell’interesse dell’Italia, uno dei Paesi che potrebbe maggiormente beneficiare da una radicale correzione di rotta delle politiche dell’Eurozona. Siamo un Paese con un forte debito pubblico e abbiamo un governo che si è schierato totalmente dalla parte delle potenze creditrici. Una linea non solo sbagliata, ma francamente incomprensibile anzitutto alla luce degli interessi nazionali.

 

C’erano le condizioni per un’iniziativa dell’Italia?

Sì. Renzi ha sprecato una grande occasione dopo il risultato delle Europee. All’inizio del semestre italiano, avrebbe potuto mettere a frutto lo straordinario investimento di fiducia che il popolo italiano aveva fatto su di lui. Questo coraggio e questa visione lungimirante gli sono mancate. Ha cominciato il semestre dicendo che non metteva in discussione le regole, mentre sarebbe stato necessario che con quell’autorevolezza e quella forza ponesse un problema sistemico. E’ esattamente il problema che invece sei mesi dopo Tsipras ha avuto la forza e il coraggio di porre.

 

Davvero ritiene che Tsipras sia un modello di coerenza?

Sì. Il premier greco è rimasto fedele al mandato elettorale ricevuto, fino al punto da mettere in discussione la sua permanenza al potere con il referendum pur di non tradirlo. Così si fanno le battaglie politiche quando si hanno coraggio e coerenza con i propri convincimenti di fondo. Non con le chiacchiere e con i tweet che non costano nulla.

 

Il ruolo defilato di Renzi nasce solo da mancanza di idee o può essere una strategia?

La linea che Renzi e Padoan hanno scelto in questa vicenda è di rimanere sotto l’ala protettrice della Merkel, contando sul fatto che questo consentirà all’Italia di vedersi accordato qualche decimale di flessibilità in più. La situazione non si risolve certo guadagnando tempo, come dimostra il fatto che nonostante l’abbassamento del prezzo del petrolio, il calo dell’euro e il quantitative easing, quest’anno la crescita dell’Italia rimarrà sotto all’1%.

 

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