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ITALIA-GRECIA/ Renzi "mollato" (anche) da Hollande: gli resta solo la Merkel...

Matteo Renzi Matteo Renzi

Bruxelles sta già guardando all’Italia con leggera preoccupazione. Quello che però dovrebbe essere più importante per gli italiani è il fatto che gli operatori economici internazionali capiscano che vale la pena investire nel nostro Paese. Perché ciò avvenga occorrono infrastrutture, sia fisiche sia tecnologiche. Creiamo troppi ostacoli alle imprese, anziché favorire il loro insediamento e funzionamento.

 

Renzi insiste spesso sull’alternativa tra austerità e crescita. La crisi greca non era l’occasione per affiancarsi a Tsipras e sostenere la battaglia della crescita?

Sarebbe stato così se Tsipras avesse combattuto la battaglia della crescita. Quella del leader di Syriza invece è stata una grande mistificazione, perché in realtà ha combattuto la battaglia delle proroghe, dei rinvii, dell’haircut a esclusivo vantaggio della Grecia. Mentre non aveva nessuna idea su come cambiare il sistema europeo e spostare l’accento sulla crescita. Del resto lo stesso Renzi non sa come si faccia a compiere questa operazione.

 

Dal punto di vista politico Renzi si è appiattito sulla posizione della Merkel?

Il problema è che Renzi a livello europeo non ha alleati praticabili. Il suo alleato naturale dovrebbe essere Hollande, in quanto socialista, il quale però ha mantenuto un canale privilegiato di rapporto con la Merkel. Il nostro governo non può creare un rapporto forte né con lo spagnolo Rajoy, che rappresenta il centrodestra, né tantomeno con i finlandesi che si fidano poco degli italiani. L’Italia del resto ha una politica abbastanza compromissoria con la Russia, mentre i polacchi sono molto preoccupati di qualsiasi cedimento a Mosca, e quindi anche con Varsavia è difficile trovare un accordo. L’unico alleato possibile per l’Italia è dunque la Germania. Renzi non deve perdere i contatti con la Merkel, il cui ruolo politico in Europa è molto importante.

 

Davvero è meglio tenere una posizione vicina alla Germania, piuttosto che a Spagna, Portogallo e Irlanda?

Un’alleanza fra Paesi deboli rimane un’alleanza debole. La realpolitik prevede quindi che sia meglio avere un rapporto solido con i tedeschi, per poi magari dire alla Merkel che ci sono alcune cose che potrebbe cambiare. Un’alleanza meridionale invece non porta da nessuna parte, anche perché è bollata abitualmente come PIGS (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna), cioè in pratica i quattro “porcellini”.

 

(Pietro Vernizzi)

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