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ITALIA-GRECIA/ Giannuli: Renzi è il "nuovo" Monti

Per ALDO GIANNULI, Monti è un pessimo economista che ha tentato di fare il politico, Renzi invece è un pessimo politico che tenta di ragionare di economia con risultati ancora più disastrosi

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

“Monti è un pessimo economista che ha tentato di fare il politico con risultati disastrosi. Renzi invece è un pessimo politico che tenta di ragionare di economia con risultati ancora più disastrosi”. A constatarlo è Aldo Giannuli, politologo, saggista e professore all’Università degli Studi di Milano. Al Cern di Ginevra il presidente del Consiglio aveva detto: “Il problema ancora più grande dell'emergenza greca è che tipo di Europa vogliamo fare. L'Europa che dobbiamo costruire oggi ha bisogno di tutta la nostra intelligenza, forza, passione, e deve essere non solo economica, non solo basata sull'austerity”. Per il professor Giannuli però rispetto alla crisi greca “l’Italia avrebbe potuto giocare un ruolo di mediazione politica importante, se Renzi nei giorni più critici non si fosse ‘spalmato’ sulla Merkel. Oggi come oggi se qualcuno riuscirà a mediare sarà piuttosto Hollande”.

 

Com’è la nostra situazione?

Renzi tenta di convincere tutti che non ci sono rischi per l’Italia. In realtà nessuno sa qual è l’evoluzione di questo stato di cose, non soltanto per il nostro Paese ma per tutti. Se poi parte la speculazione finanziaria e questa dovesse accanirsi nei confronti dei titoli dei Paesi più deboli, tra i quali c’è certamente l’Italia, non basterà certo che Renzi ricordi che abbiamo fatto le riforme, a prescindere poi dal fatto che queste riforme sono altamente discutibili. Come pure che la nostra situazione è diversa dalla Grecia e che abbiamo un’economia più importante. Di fronte a una situazione come quella dell’autunno 2011, il prezzo da pagare diventerebbe pesante. 

 

Come giudica l'operato del presidente del Consiglio?

L’Italia avrebbe potuto giocare un ruolo di mediazione politica importante, se Renzi non si fosse “spalmato” sulla Merkel. Oggi come oggi se qualcuno riuscirà a mediare sarà piuttosto Hollande. Renzi è costretto a dire: “Non è giusto che io non sia tra gli invitati”. Ma è stato il premier italiano ad avere sprecato l’occasione in cui poteva effettivamente avere un ruolo.

 

Che cosa possiamo fare per ridurre le probabilità di finire nell’occhio del ciclone come la Grecia?

La domanda da porci è: “Che cosa avremmo potuto fare in passato?”. Il vero problema è se l’intera Europa del Sud possa o meno sostenere una moneta come l’euro.

 

Il problema è solo l’euro?

Anche dal punto di vista fiscale sono state attuate soluzioni folli per le quali i Paesi indebitati non possono diminuire le tasse, mentre i Paesi virtuosi sì. Il risultato è che Stati indebitati come Italia o Portogallo vedono le loro aziende emigrare nei Paesi Bassi. E così l’Olanda fa da “vampiro” nei confronti delle “cicale” del Mediterraneo.

 

A questo punto quali sono i margini di manovra di un Paese come l’Italia?