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L'INTERVISTA/ Bertinotti: l'accordo Grecia-Ue è il fallimento della sinistra europea

Pubblicazione:martedì 14 luglio 2015

Fausto Bertinotti (Infophoto) Fausto Bertinotti (Infophoto)

Lo sviluppo diseguale è una caratteristica di questo modello economico e sociale, e riguarda quindi anche le diverse realtà dei Paesi. Ma la cifra del conflitto tra Paesi è del tutto fuorviante. Si può anche pensare a un’Europa differenziata, con i Paesi mediterranei in grado di trovare una loro dimensione, ma anche questa è una prospettiva sovranazionale. Solo la paura e la disperazione di una perdita totale di identità possono fare insorgere il tema nazionale, come estrema resistenza allo smarrimento, alla morte della politica e della democrazia. Se si percorre l’orizzonte nazionale, si segue la strada che porta alla guerra civile in Europa.

 

La sinistra europea è attrezzata per affrontare questa crisi che rischia di sfociare in una guerra civile?

Sinistra europea è una parola grossa. Da un lato c’è una sinistra di governo, cui corrispondono il Pd di Renzi in Italia, il Partito socialista francese e i Laburisti inglesi. Tutti questi partiti hanno subito una mutazione genetica, in seguito a cui non sono più definibili in termini sociali in quanto è il governo che definisce la loro natura. E una volta arrivati al governo sono perfettamente omologati ai governi conservatori. La differenza tra conservatori e sinistra di governo è la stessa che c’è tra la Coca Cola e la Pepsi.

 

Qual è la seconda componente della sinistra europea?

La seconda componente è composta dalle formazioni che provengono dalla storia del movimento operaio, che sono esperienze rispettabili ma del tutto impotenti. A queste si affianca l’emergere di nuove formazioni di sinistra che nascono dal basso dentro e contro questa Europa oligarchica e dell’austerità, quali Syriza in Grecia e Podemos in Spagna.

 

Come esce da questo accordo la sinistra alla Syriza?

Il governo di Tsipras ha generosamente tentato l’impossibile, cercando di cambiare la rotta delle politiche europee di austerità. Ci ha provato e non c’è riuscito, arrivando a un accordo che penalizza molto l’ipotesi di partenza. In ciò vedo la responsabilità di una totale inadeguatezza delle sinistre politiche e dei movimenti in Europa, che hanno finito per mostrare tutta la loro impotenza. Naturalmente ciò in forme diverse dal colpevole atteggiamento dei governi di centrosinistra sostanzialmente allineati alla Germania. La condizione dell’Europa è quella in cui al cinismo delle classi dirigenti si oppone una costruzione di esperienze molto promettenti, ma che purtroppo non hanno raggiunto la scala europea.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
14/07/2015 - L'INTERVISTA/ Bertinotti: l'accordo Grecia-Ue è il (alberto servi)

I Greci l’hanno fatta grossa. Come loro Noi italiani dalla L.300 del 1970 ci siamo cullati nel fumo delle parole dell’intervistato e dei tanti altri che avevano finalità diverse. Loro hanno fatto di più.Oggi Landini ci parla della “coalizione sociale” ma non avverte il ridicolo nel paragonare le conquiste del sindacato con le realtà fuori dei nostri confini. A 10 km fuori Trieste e nell’ Est Europa gli stipendi sono di 150/200 euro.Accanto al NO espresso col referendum voluto da Tsiprias ci potrebbe essere un NO da parte di molti Paesi che fanno parte della CE. E allora ADDIO EUROPA. Siamo al redde rationem dopo l’ubriacatura del ’68, lo statuto dei lavoratori, il posto a vita,i suicidi tra prestatori d’opera e imprenditori,lo scoperchiamento dei tetti dei capannoni per non pagare l’ICI,la disoccupazione, la fame diffusa, la scomparsa dell’imprenditore e quella dei capitali d’investimento. Il Presidente Giorgio Napolitano alla Festa del 1° Maggio ha avanzato l'esigenza di dichiarare gli «Imprenditori suicidi come morti sul lavoro». E’stato un richiamo avvertito da pochi. Un suggerimento ignorato dai media. Il controaltare è la fortuna di tutti i personaggi come Bertinotti (quello del cachemire (comprato a via Sannio…) meritevole membro del club del vitalizio che non si può rivedere perché diritto acquisito. Un paio di estratti : -il PD di Renzi colpevolmente allineato alla linea austerità della Germania… -il Governo di Tsipras ha generosamente tentato l’impossibile

 
14/07/2015 - mi perdoni l'ardire? (valeria lenzi)

Vorrei commentare al lettore che ha espresso il commento precedente, citando che gli uomini sono tutti uguali, che gli esponenti delle oligarchie economiche di cui stiamo parlando non ritengono affatto di essere uguali, ma di stare un gradino più su, tanto per usare un linguaggio popolare comprensibile. Personalmente penso che l'analisi di Bertinotti metta a fuoco perfettamente la situazione.

 
14/07/2015 - onoore e merito (Claudio Baleani)

Onore e merito a Il Sussidiario che ha voluto ascoltare Bertinotti. Fatta questa premessa andiamo a quello che dice l'ex leader di Rifondazione Comunista. Prima di tutto osservo che ascrive alla sinistra popolare e proletaria Podemos e Syriza. Per la verità dice che queste formazioni sono affianco alla sinistra del movimento operaio. Ma chi costui? Mi paiono persone più che altro esasperate che facilmente votano quelle formazioni e altrettanto facilmente le abbandonano per deliusione. Osservo altresì che Bertinotti ascrive la Germania facilmente al potere mercatista, ideologia che avrebbe anche in Germania provocato la distruzione dei diritti dei lavoratori. Magari non conosco bene la Germania come Bertinotti, ma a me risulta che in Germania ci sono stipendi e pensioni di tutto rispetto. Mi sarei aspettato da Bertinotti che fosse andato a vedere le ragioni della rigidità tedesca, magari per scoprire che anche i loro conti non tornano perché probabilmente c'è un debito implicito molto più alto di quello dichiarato. Mi sarei aspettato da Bertinotti che avesse notato la strana situazione di paesi tutti indebitati che prestano soldi ad un paese ancora più indebitato di loro con l'evidente incongruità di rendere la gestione finanziaria e monetaria della BCE il vero arbitro il vero arbitro dei prezzi e dunque della quantificazione del plusvalore. Non sono mai stato né comunista, né marxista, ma a quanto pare, siccome quel ruolo Bertinotti non lo vuole fare, lo faccio io.

 
14/07/2015 - Mi perdoni l'ardire... (maurizio candelori)

ma in sintesi sento ormai due posizioni da parte di coloro che inneggiavano a Tsipras e alla sinistra col vento in poppa: 1) è un eroe, perché ha prodotto una "buona" ferita all'Europa, ha combattuto da leone ma nulla poteva contro quei "cattivissimi" tedeschi e contro quei "vampiri" del mondo finanziario; 2) è un traditore e non lo voterò più, anzi deve scomparire dalla scena perché si è piegato come tutti ai poteri forti e non è stato capace di mantenere le promesse! Ora mi chiedo, e chiedo allo stimatissimo Onorevole Bertinotti che, mi permetta appunto l'ardire, sembra voglia dire che questo avvenimento è per la sinistra come e forse peggio, della caduta del muro di Berlino: ma non è forse giunto il tempo di prendere in considerazione, almeno tiepidamente da parte dei seri ed onesti uomini di sinistra come un Bertinotti o un Sansonetti, che la sinistra ha perso o è impotente o comunque non riesce ad affermarsi semplicemente perché è una bella idea ma che di fatto è pura ideologia e, dunque, una menzogna irrealizzabile se non a costo di irrealismo e quindi violenza? La Sua idea di società parte da una verità irriunuciabile: la dignità umana e che tutti gli uomini sono uguali e pertanto è una "bestialità" renderli poveri o non aiutarli, ma... nessuno punta una pistola alla tempia di una madre per costringerla ad allattare il proprio bambino! Anche la sua libertà è riconoscimento della sua dignità!