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L'INTERVISTA/ Bertinotti: l'accordo Grecia-Ue è il fallimento della sinistra europea

Per FAUSTO BERTINOTTI, la sinistra alla Syriza nella trattativa ha dimostrato tutta la sua impotenza, mentre quella di governo come il Pd di Renzi si è colpevolmente allineata alla Germania

Fausto Bertinotti (Infophoto) Fausto Bertinotti (Infophoto)

“In Europa esistono due sinistre. Da un lato quella dei movimenti come Syriza che nella trattativa greca ha dimostrato tutta la sua impotenza. Dall’altra la sinistra di governo come il Pd di Renzi, colpevolmente allineato rispetto alla linea pro-austerità della Germania”. E’ l’analisi di Fausto Bertinotti, ex presidente della Camera dei deputati ed ex segretario di Rifondazione comunista, secondo cui tra la destra tedesca di Schauble e il centrosinistra di Renzi “c’è la stessa differenza che esiste tra la Coca Cola e la Pepsi”. Nella notte durante il vertice dei capi di Stato europei più lungo della storia è stato raggiunto un accordo in grado di evitare l’uscita della Grecia dall’euro. Un accordo che per Bertinotti è ben lungo dall’essere soddisfacente, perché “penalizza di molto l’ipotesi di partenza” e la cui “responsabilità è una totale inadeguatezza delle sinistre politiche e dei movimenti in Europa”.

 

Come valuta il ruolo della Germania in questa vicenda?

Il modello economico che la Germania ha impiantato, godendo delle condizioni favorevoli che l’euro le ha offerto, è stata la costruzione di una potenza mercantilista in Europa. Berlino si è giovata sistematicamente della politica monetaria europea e attraverso la guida dell’austerità ha fatto in modo da rimanere l’unica potenza mercantilistica in Europa. In questo modo ha compresso la capacità di crescita degli altri Paesi europei, in particolare dell’area mediterranea.

 

La posizione di Berlino rispetto alla crisi greca è una conseguenza di questo modello?

Sì. Le politiche di austerità della Germania del resto hanno colpito tutte le popolazioni, compresa quella tedesca, ma soprattutto Paesi che non hanno avuto la possibilità di uscire dalla crisi avviando una politica economica diversa, in primis la Grecia. In Germania si è creato un governo unico, senza alcuna differenza tra i conservatori di Angela Merkel e l’Spd di Sigmar Gabriel. Anzi a volte Gabriel è riuscito persino ad avvicinarsi a Schauble scavalcando la Merkel.

 

Quali interessi rappresenta il governo di Berlino?

E’ un governo che rappresenta gli interessi della potenza tedesca in Europa, i cui governi si sono allineati anche per dipendenza ideologica alla politica di austerità.

 

Che cosa va bene e che cosa non va bene di quest’Europa a più velocità?

Non va bene quasi tutto. A proposito dell’Unione Sovietica si parlava nel secolo scorso di “socialismo reale”, per intendere il rovesciamento delle premesse che avevano costituito quel sistema, cioè innanzitutto l’uguaglianza. Oggi allo stesso modo possiamo parlare di un’“Europa reale”, riferendoci ai valori di democrazia ed equità. Quel progetto è stato abbattuto dalla costruzione di un’Europa sostanzialmente liberista e oligarchica.

 

E’ la Germania che è egoista o sono gli altri Paesi che non sanno difendere i loro interessi nazionali?

Quella degli interessi nazionali è una dialettica che mi sembra francamente fuorviante. Il vero problema è che si è costruita un’Europa attraverso i trattati invece che attraverso la Costituzione. La tradizione del compromesso sociale è stata cancellata, proponendo sull’abbrivio della crisi una politica di restaurazione sistematica che ha investito tutti i Paesi.

 

Non le sembra però che ci siano alcuni Paesi, come la Grecia, più penalizzati di altri?


COMMENTI
14/07/2015 - L'INTERVISTA/ Bertinotti: l'accordo Grecia-Ue è il (alberto servi)

I Greci l’hanno fatta grossa. Come loro Noi italiani dalla L.300 del 1970 ci siamo cullati nel fumo delle parole dell’intervistato e dei tanti altri che avevano finalità diverse. Loro hanno fatto di più.Oggi Landini ci parla della “coalizione sociale” ma non avverte il ridicolo nel paragonare le conquiste del sindacato con le realtà fuori dei nostri confini. A 10 km fuori Trieste e nell’ Est Europa gli stipendi sono di 150/200 euro.Accanto al NO espresso col referendum voluto da Tsiprias ci potrebbe essere un NO da parte di molti Paesi che fanno parte della CE. E allora ADDIO EUROPA. Siamo al redde rationem dopo l’ubriacatura del ’68, lo statuto dei lavoratori, il posto a vita,i suicidi tra prestatori d’opera e imprenditori,lo scoperchiamento dei tetti dei capannoni per non pagare l’ICI,la disoccupazione, la fame diffusa, la scomparsa dell’imprenditore e quella dei capitali d’investimento. Il Presidente Giorgio Napolitano alla Festa del 1° Maggio ha avanzato l'esigenza di dichiarare gli «Imprenditori suicidi come morti sul lavoro». E’stato un richiamo avvertito da pochi. Un suggerimento ignorato dai media. Il controaltare è la fortuna di tutti i personaggi come Bertinotti (quello del cachemire (comprato a via Sannio…) meritevole membro del club del vitalizio che non si può rivedere perché diritto acquisito. Un paio di estratti : -il PD di Renzi colpevolmente allineato alla linea austerità della Germania… -il Governo di Tsipras ha generosamente tentato l’impossibile

 
14/07/2015 - mi perdoni l'ardire? (valeria lenzi)

Vorrei commentare al lettore che ha espresso il commento precedente, citando che gli uomini sono tutti uguali, che gli esponenti delle oligarchie economiche di cui stiamo parlando non ritengono affatto di essere uguali, ma di stare un gradino più su, tanto per usare un linguaggio popolare comprensibile. Personalmente penso che l'analisi di Bertinotti metta a fuoco perfettamente la situazione.

 
14/07/2015 - onoore e merito (Claudio Baleani)

Onore e merito a Il Sussidiario che ha voluto ascoltare Bertinotti. Fatta questa premessa andiamo a quello che dice l'ex leader di Rifondazione Comunista. Prima di tutto osservo che ascrive alla sinistra popolare e proletaria Podemos e Syriza. Per la verità dice che queste formazioni sono affianco alla sinistra del movimento operaio. Ma chi costui? Mi paiono persone più che altro esasperate che facilmente votano quelle formazioni e altrettanto facilmente le abbandonano per deliusione. Osservo altresì che Bertinotti ascrive la Germania facilmente al potere mercatista, ideologia che avrebbe anche in Germania provocato la distruzione dei diritti dei lavoratori. Magari non conosco bene la Germania come Bertinotti, ma a me risulta che in Germania ci sono stipendi e pensioni di tutto rispetto. Mi sarei aspettato da Bertinotti che fosse andato a vedere le ragioni della rigidità tedesca, magari per scoprire che anche i loro conti non tornano perché probabilmente c'è un debito implicito molto più alto di quello dichiarato. Mi sarei aspettato da Bertinotti che avesse notato la strana situazione di paesi tutti indebitati che prestano soldi ad un paese ancora più indebitato di loro con l'evidente incongruità di rendere la gestione finanziaria e monetaria della BCE il vero arbitro il vero arbitro dei prezzi e dunque della quantificazione del plusvalore. Non sono mai stato né comunista, né marxista, ma a quanto pare, siccome quel ruolo Bertinotti non lo vuole fare, lo faccio io.

 
14/07/2015 - Mi perdoni l'ardire... (maurizio candelori)

ma in sintesi sento ormai due posizioni da parte di coloro che inneggiavano a Tsipras e alla sinistra col vento in poppa: 1) è un eroe, perché ha prodotto una "buona" ferita all'Europa, ha combattuto da leone ma nulla poteva contro quei "cattivissimi" tedeschi e contro quei "vampiri" del mondo finanziario; 2) è un traditore e non lo voterò più, anzi deve scomparire dalla scena perché si è piegato come tutti ai poteri forti e non è stato capace di mantenere le promesse! Ora mi chiedo, e chiedo allo stimatissimo Onorevole Bertinotti che, mi permetta appunto l'ardire, sembra voglia dire che questo avvenimento è per la sinistra come e forse peggio, della caduta del muro di Berlino: ma non è forse giunto il tempo di prendere in considerazione, almeno tiepidamente da parte dei seri ed onesti uomini di sinistra come un Bertinotti o un Sansonetti, che la sinistra ha perso o è impotente o comunque non riesce ad affermarsi semplicemente perché è una bella idea ma che di fatto è pura ideologia e, dunque, una menzogna irrealizzabile se non a costo di irrealismo e quindi violenza? La Sua idea di società parte da una verità irriunuciabile: la dignità umana e che tutti gli uomini sono uguali e pertanto è una "bestialità" renderli poveri o non aiutarli, ma... nessuno punta una pistola alla tempia di una madre per costringerla ad allattare il proprio bambino! Anche la sua libertà è riconoscimento della sua dignità!