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CROCETTA INTERCETTATO/ Mannino: il Pd ha le mani legate ed è "ricattato"

Pubblicazione:venerdì 17 luglio 2015 - Ultimo aggiornamento:giovedì 7 aprile 2016, 20.30

Rosario Crocetta (Infophoto) Rosario Crocetta (Infophoto)

Il Pd si è fatto condizionare dal “dominus ignotus”, dal senatore Lumia, che è il vero architetto di questo governo regionale. Lumia è beneficiario delle scelte di potere. Si potrebbe dire che Crocetta è presidente della Regione, e Lumia l’uomo della porta accanto. Il Pd si è condannato all’immedesimazione non con la persona di Crocetta che rispetto, ma con la sua esperienza di governo che è assolutamente negativa. Da ultimo sono veramente meravigliato che il senatore D’Alia continui a prestarsi al gioco di Lumia. Lumia è il personaggio di raccordo di molteplici ambienti, locali, imprenditoriali e di sistema, con il privilegio di rapporti speciali con taluni selezionati ambienti giudiziari. Quindi, rispetto al passato, altro che Salvo Lima. 

 

Il Pd non ha sostituito Crocetta perché non sa come rimpiazzarlo?

Il partito non è in condizione di rimpiazzarlo perché Lumia inchioda il Pd al destino di sostenerlo a oltranza. Crocetta è stato eletto con voto diretto, e una crisi comporta che si vada a elezioni. Il Pd rifiuta le elezioni. Il Pd teme le elezioni oggi, e le deve temere di più domani.

 

Perché?

Questo governo non è nelle condizioni di recuperare rispetto agli attuali esiti negativi e la prospettiva è quella di un aggravamento del giudizio negativo degli elettori. Al tempo stesso non si rende conto che resistendo su Crocetta il risultato in prospettiva è sempre più negativo. Un atto di coraggio politico forse metterebbe in condizioni il Pd di giocare ancora una partita nei confronti dell’M5S, che è visibilmente in grado di insidiare l’eventuale primato in Sicilia.

 

Ritiene che Faraone sia spendibile politicamente?

Io parlo da cittadino della strada; Faraone potrebbe andare benissimo come Ferrandelli e Cracolici, l’attuale capogruppo.

 

Secondo lei il fallimento dell’esperienza di Crocetta è anche il fallimento dell’autonomia siciliana?

Sì, e purtroppo le ragioni e le cause ci riportano agli ultimi 20 anni. Già il governo Amato del ’92 ha dato il colpo di maglio al sistema della finanza regionale. E da Amato è stato un crescendo che ha avuto toni alti e forti, con la decisione di Tremonti di attribuire alla Regione Siciliana oneri maggiori rispetto ad altre Regioni, per esempio in materia sanitaria, e al tempo stesso tagliando alcune entrate. Adesso il sistema tributario che sta alla base della finanza regionale è stato ridotto a una vera e propria asfissia.

 

La colpa è soltanto di Roma?

No. La crisi finanziaria della Regione è stato il colpo occulto della crisi di indirizzo politico di una Regione che ha ritrovato le proprie finalità nell’esercizio del potere puro.

 

(Pietro Vernizzi)



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