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GRECIA-ITALIA/ Renzi, ecco i "compiti a casa"

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Angela Merkel e Matteo Renzi (Infophoto)  Angela Merkel e Matteo Renzi (Infophoto)

Non possiamo stare tranquilli. Innanzitutto perché il loro miglioramento dipende in maniera decisiva dalla discesa dei tassi di interesse. Che sono scesi anche grazie al lavoro, bisogna dirlo, fatto dai governi Monti e Letta: se oggi risparmiamo 2-3 miliardi di euro in finanziaria perché paghiamo interessi più bassi sul debito, si deve al fatto che lo spread è stato fatto scendere. E in secondo luogo non possiamo stare tranquilli perché se si aprisse una crisi drammatica all'interno dell'Europa, quella flessibilità che ci è stata accordata in sede europea potrebbe essere rimessa in discussione. 

Che peso avrebbe l'uscita di un partner?
Sarebbe gravissimo, perché farebbe traballare l'architrave dell'irreversibilità dell'euro. I mercati sanno che l'Europa continua ad esserci whatever it takes, "qualsiasi cosa serva" per far esistere lei e la sua moneta. Se invece comincia ad affermarsi l'idea che qualcuno può uscire perché non ce la fa, dopo la Grecia gli altri paesi deboli si sa quali sono. 

Ieri a Berlino la Merkel ha lodato le riforme italiane, Renzi ha detto che le riforme sono ripartite e che l'Italia è tornata in pista. Ma è davvero così?
Il Jobs Act non è la panacea del problema dell'occupazione, che aumenta quando ci sono investimenti e domanda, ma è una buona riforma perché se c'è una ripartenza per le imprese assumere sarà più facile. Ma gli sgravi fiscali per essere efficaci dovranno essere riconfermati l'anno prossimo, dunque vanno rifinanziati… 

E le altre riforme?
La riforma costituzionale e quella elettorale hanno un impatto meno diretto, forse inesistente sull'economia, però influiscono sulla nostra credibilità. Arricchiscono l'offerta-paese. Ma dubito fortemente che queste riforme, di cui pure si parla di continuo, possano bastare.

Che cosa serve?
Avremmo bisogno di liberalizzare i servizi pubblici locali, potremmo vendere una quota della nostra partecipazione nelle aziende controllate… si potrebbero fare molte riforme radicali che il governo finora non ha fatto per non toccare una serie di interessi sensibili.

Sottoporre l'accordo con la Ue a un referendum "in tempo reale" non è una scelta rispettosa della sovranità democratica? Lo dice la minoranza dem, che sta con Tsipras, lo dicono anche Salvini e Grillo. 
Certo che lo è, purché si sappia che ci sono altre 18 o 19 azioni che hanno la stessa sovranità. Voglio dire: mettiamo che il referendum dica no, che quell'accordo non va bene perché i greci ne vogliono uno migliore. Immagina cosa succederebbe se gli altri 18 partner facessero altrettanti referendum? l'Italia ha dato 36 miliardi di prestiti alla Grecia, noi italiani siamo d'accordo a lasciarglieli senza chiederne più la restituzione? Se si vuol difendere la democrazia negli stati nazione, occorre ricordarsi che gli stati nazione sono 19. Se invece si vuol far funzionare un sistema di cooperazione tra stati, si deve accettare di non interrompere una trattativa a metà, fosse anche per dare la parola al popolo. Se no tu, politico, che ci stai a fare?

Renzi, nella sua intervista al Sole 24 Ore, "scommette" su una riduzione delle tasse nel 2016. Visto che è premier, non potrebbe dire che lo farà invece di limitarsi a scommettere? 


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COMMENTI
02/07/2015 - taglio della spesa pubblica (luisa alessandrelli)

ritengo M. Renzi il migliore presidente del governo. non si risparmia mai per poter applicare una politica più moderna. le riforme sono state accolte con successo dalla Merkel e perfino da Obama. la riduzione della spesa pubblica è essenziale ma non essendo un mago la farà appena possibile. l'unica riforma che zoppica forse è quella della scuola ma poiché la scuola peggio di così non poteva andare (l'ignoranza degli studenti, dei giornalisti giovani e soprattutto degli insegnanti provvisti di una maturità classica di scarso valore) c'è la possibilità che vada meglio anche se ho qualche dubbio. gli insegnanti dovrebbero per la maggioranza di loro tornare a scuola ed imparare la consecutio temporum, mettere la punteggiatura al posto giusto ed evitare anche qualche errore di ortografia. non si può tornare indietro. e allora ci ritroveremo l'ignoranza padrona delle scuole. per me che ho conseguito la maturità prima della riforma rabbrividisco. un grazie ai miei professori del liceo classico giulio cesare di roma ed un grazie ai docenti di medicina università la sapienza che hanno fatto di me un ottimo medico. grazie anche se ora non ci sono più. abbiamo studiato moltissimo ma ne è valsa la pena.