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J'ACCUSE/ Polito: così il Pd si crea una maggioranza “drogata” per pigliarsi tutto

Pubblicazione:mercoledì 22 luglio 2015

La Camera dei Deputati La Camera dei Deputati

I verdiniani per il momento non hanno avuto posizioni, e non possiamo quindi mettere in relazione le due cose. Certamente il voto di questi senatori a favore della riforma costituzionale è un tema che esiste. E’ molto dibattuto dall’interno del partito di maggioranza, c’è chi dice che il Pd dovrebbe innanzitutto cercare la sua unità prima di rivolgersi a soccorsi esterni anche così originali e “oscuri”. E’ comunque una questione diversa rispetto a quella dei presidenti di commissione.

 

Eppure il taglio di tasse annunciato da Renzi sembra essere l’apertura a un soccorso “da destra”…

Io più che altro vi leggo innanzitutto l’esigenza di un rilancio dell’azione del governo, che era già chiaramente in affanno. E’ inoltre un tentativo anche di rilanciare il consenso del governo, perché i sondaggi registrano un calo costante e del resto quello delle tasse è un tema cruciale. Più in generale, questo governo si dà una prospettiva, con una “deadline” di tre anni per tagliare le tasse. E soprattutto c’è un messaggio di trasformazione del Pd in un partito molto diverso rispetto a una sinistra tradizionale, che generalmente non è particolarmente impegnata a tagliare le tasse.

 

Il caso Crocetta è il segno di uno scontro governo-magistratura?

Più che uno scontro, mi sembra uno sfruttamento improprio di un’inchiesta giudiziaria da parte della politica. In pratica si approfitta della prima inchiesta per sfruttarla e ottenere un determinato risultato politico. E’ abbastanza sorprendente che si possa usare contro Crocetta un’intercettazione la cui esistenza è stata esclusa dalla stessa Procura. Lo stesso Faraone, parlamentare del Pd e aspirante sostituto di Crocetta, ha esplicitamente detto che l’intercettazione era sufficiente affinché il governatore si dimettesse.

 

Come legge infine la visita di Renzi in Israele?

La valuto in modo positivo. Renzi è il primo governante occidentale ad andare in Israele dopo l’accordo con l’Iran. In questo modo si rassicura Israele sul fatto che la sua sicurezza è anche una preoccupazione fondamentale dell’Europa e dell’Italia. E quindi che l’Occidente non interpreta l’accordo con l’Iran come il via libera alla costruzione della bomba atomica, ma come il modo di ingaggiare Teheran in una politica mediorientale più pacifica.

 

(Pietro Vernizzi)



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