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SPILLO/ Il caso Crocetta? Una guerra fra magistrati siciliani

Pubblicazione:giovedì 23 luglio 2015

Rosario Crocetta Rosario Crocetta

C'è ovviamente dell'altro. Anzi, molto altro: gli strascichi infiniti della "Trattativa" fra Stato e mafia nei primi anni '90; l'ormai leggendario teorema di Antonino Ingroia, l'ex procuratore aggiunto di Palermo, poi animatore di Rivoluzione Civile, sconfitto alle elezioni politiche 2013. Oggi Ingroia, dopo un difficile tentativo di rientro nella magistratura, ha un incarico nell'amministrazione Crocetta: e infatti - in modo non scontato - in questi giorni difende Lo Voi e getta acqua sul fuoco caso Crocetta. Ma i veleni del "caso Trattativa" sono ormai lontani dal controllo del padre di quell'ipotesi investigativa. Di mezzo ci sono stati, nel frattempo, gli ultimi difficili mesi di Giorgio Napolitano nel secondo mandato come Presidente della Repubblica.

Napolitano - in quanto ministro dell'Interno una ventina di anni fa - dovette subire un surreale interrogatorio dai Pm di Palermo proprio al Quirinale. Napolitano non è più presidente della Repubblica, ma i veleni della Trattativa non si sono diradati, anzi: la nomina di Lo Voi è stata attribuita da alcuni alla longa manus di Napolitano, in risposta all'aggressività della magistratura antimafia siciliana.

La cronaca degli ultimi giorni concitati segnala nel frattempo il disimpegno di Lari ("L'intercettazione Crocetta non è fra i nostri atti a Caltanissetta") e la smentita finale anche di Lo Forte, solo dopo l'intervista di Lo Voi. La Procura generale presso la Cassazione ha intanto incaricato l'ufficio omologo presso la Corte d'Appello di Palermo di indagare su quanto è accaduto in Procura attorno al caso Crocetta (Lo Voi afferma che l'intercettazione di una telefonata del 2013 "non esiste" oggi presso la Procura di cui è capo da pochi mesi. Può darsi invece che sia esistita prima e non sia esistita più poi nei fascicoli e negli archivi giudiziari palermitani. O forse davvero non è mai esistita in quanto ordinata da un'autorità giudiziaria. O non è stata ordinata dalla Procura di Palermo).

Chi dovrà indagare su Lo Voi i suoi colleghi sarà comunque Roberto Scarpinato, un'altra vita a far la spola nei camminamenti antimafia fra Palermo e Caltanissetta. Sotto i riflettori: quelli che in Sicilia hanno illuminato la via a molti magistrati. Fra quelle che certamente meritavano di essere illuminate ci sono state quelle del Procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone e quella del presidente del Senato, Pietro Grasso.  

Non sorprende che la Procura di Palermo resti molto ambita. E che la magistratura siciliana non tolleri interferenze nei cursus dei suoi campioni.



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