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SPILLO/ Il caso Crocetta? Una guerra fra magistrati siciliani

Pubblicazione:giovedì 23 luglio 2015

Rosario Crocetta Rosario Crocetta

L'intervista rilasciata al Corriere della Sera dal Procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, era attesa. Sei giorni dopo lo scoppio del "caso Crocetta", e all'indomani della controffensiva legale del governatore Pd della Regione Siciliana contro un'intercettazione-scoop dell'Espresso, il capo della Procura palermitana è uscito dai confini dell'informalità entro cui aveva finora mantenuto le smentite riguardo la controversa conversazione registrata nel 2013 fra Crocetta e il suo medico personale Matteo Tutino.

Scavalcato anche l'anniversario dell'omicidio mafioso di Paolo Borsellino - padre dell'assessore dimissionario alla sanità siciliana, Lucia Borsellino, che Tutino avrebbe minacciato nella telefonata - Lo Voi ha ufficializzato che per lui l'intercettazione è "inesistente": anche "con tutto il rispetto per la libertà di stampa" del settimanale che ne ha scritto.

Il merito della vicenda, naturalmente, resta centrale e critico: gli eterni nessi e intrecci fra politica, affari, "linguaggi" nell'isola. Però, più passano i giorni, più si legge in filigrana un duro confronto interno in corso fra pesi massimi della magistratura siciliana.

Quando Lo Voi afferma definitivamente che "l'intercettazione non esiste", significa letteralmente, che essa non compare in alcun fascicolo della Procura che lui guida. Quindi: l'intercettazione che L'Espresso ha confermato di aver ascoltato, potrebbe anche esistere, ma non sarebbe comunque stata ordinata dall'autorità giudiziaria. Non è un caso che Lo Voi punti il dito contro "ambienti politici" come veri protagonisti del "caso Crocetta".

La presa di posizione del neo-procuratore capo di Palermo può prestarsi tuttavia ad altre letture: che sembrano portare diritto nel ventre dell'ambiente giudiziario siciliano, sempre inevitabilmente agitato. Lo Voi è stato designato capo della Procura di Palermo lo scorso dicembre dal Consiglio superiore della Magistratura. Una nomina appoggiata da Magistratura Indipendente (la corrente più moderata dell'Anm) e da molti consiglieri "laici" espressi dal Parlamento. Una nomina subito molto criticata dalla corrente maggioritaria di Area (sinistra) che schierava per Palermo due suoi campioni: Guido Lo Forte (Procuratore capo a Messina) e Sergio Lari (Procuratore capo a Caltanissetta). Lo Voi era da ultimo sostituto-segretario presso la Procura generale a Palermo. Tutti ovviamente "magistrati antimafia", con battaglie e medaglie al loro attivo. Ma di diverso colore politico-giudiziario e - non sorprendentemente - acerrimi rivali alla volata finale per una super-Procura. Tanto acerrimi che Lari e Lo Forte - ritenenendosi danneggiati in termini di valutazione dei curricula da parte del Csm - hanno fatto ricorso al Tar.

I magistrati amministrativi (del Lazio, competenti per gli attoi Csm) lo scorso maggio hanno dato inizialmente loro ragione, sospendendo la nomina di Lo Voi. Ma il  17 giugno - appena un mese fa - il Consiglio di Stato ha sospeso la sospensione. Lo Voi sembra quindi capo della Procura palermitana ormai a tutti gli effetti. E forse c'è (anche) questo al nocciolo del "caso Crocetta".


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