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Politica

CAOS NEL GOVERNO/ D’Attorre (Pd): meglio elezioni anticipate, che certe riforme...

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La scelta non può essere legata semplicemente alla prospettiva di una ricandidatura. Finché c’è uno spiraglio per evitare la definitiva trasformazione in chiave moderata e centrista del Pd, io mi darò da fare all’interno del partito. Nello stesso tempo ritengo sia essenziale mantenere un ponte con le tante forze che negli ultimi mesi si sono allontanate. Senza queste forze noi non possiamo ricostruire un campo progressista di centrosinistra che possa essere competitivo alle prossime elezioni e che possa presentarsi agli italiani con un progetto di cambiamento vero, e non semplicemente di adeguamento passivo alle direttive di Bruxelles.

 

Lei auspica elezioni anticipate?

Arrivare al 2018 non è un valore in sé. Ha senso andare avanti se il Pd riesce a ricostruire un programma condiviso. Se dobbiamo andare avanti per fare altre riforme come quelle di lavoro e scuola, che mettono in fuga il nostro elettorato e aggravano i problemi del Paese, è meglio andare al voto. Far durare la legislatura potrà essere una legittima aspirazione, ma non è necessariamente un bene per l’Italia. L’ideale sarebbe ricostruire un patto programmatico che consenta di riorientare su una rotta di centrosinistra l’azione del governo.

 

In generale come valuta il piano di taglio delle tasse di Renzi?

Una riduzione del carico fiscale è un obiettivo giusto e necessario, ed è altrettanto giusto chiedere la non applicazione del Fiscal Compact, così da avere margini per realizzare questi programmi. Ritengo però che si debba alleggerire la pressione fiscale su chi trae i propri redditi dal lavoro, dare un segnale ai pensionati che non hanno avuto neppure gli 80 euro, immaginare una misura contro la povertà. Le priorità sono queste, e non certo consentire alle famiglie ricche di non pagare la tassa sulla casa.

 

Per Civati, “quella di Renzi non è più neppure un'evoluzione del berlusconismo, è Berlusconi”…

Non sono interessato a paralleli di natura antropologica. Noi dobbiamo guardare al significato politico della proposta su Imu e Tasi, che non è sbagliata semplicemente perché l’aveva già avanzata Berlusconi, ma perché oggi non è quella la priorità per il Paese. Renzi sbaglia a volersela intestare per dare quasi un messaggio simbolico a un pezzo di elettorato di destra. E’ una mossa che rischia di essere sterile sul piano elettorale e poco efficace su quello economico.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
25/07/2015 - commento (francesco taddei)

se la logica è quella di far perdere chi ti ha sconfitto invece che rispettare il volere del voto democratico delle primarie allora....logica distruttiva della sinistra radicale che pur di non perdere manda perduto tutto il paese.