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CASO CROCETTA/ "Niente ci fu!": cosa resta di questo teatrino?

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Né il dibattito successivo ha aperto alcun tema politicamente “rilevante”. Nessuno dei parlamentari ha chiesto, dopo l’ennesimo elenco di cose non fatte o fatte male, di mandarlo a casa, perché si è preferito parlare di intercettazioni false piuttosto di dar seguito ai fatti che sono sotto gli occhi di tutti: le migliaia di disoccupati create durante gli anni del suo governo, i tagli alle pensioni dei regionali, gli unici a “contribuire spontaneamente (sic)” al deficit regionale che cresce, malgrado il suo rigorismo moralistico, i 38 assessori cambiati in 33 mesi di governo (per il prossimo è questione di ore). Mentre in aula si aggirava lo spettro di una finanziaria di cui non si sa come far quadrare i conti. Insomma si è parlato di tutto tranne che dell’efficacia e della competenza dei tre governi crocetta in meno di tre anni.

Cosa resta di questa ennesima sceneggiata? I morti e i feriti sul campo: prima tra tutti l’assessore alla Salute, Lucia Borsellino che ha lasciato a testa alta un assessorato in cui hanno cercato (in primis Crocetta e i suoi) di farle piegare la testa ripetutamente. Poi il medico di Crocetta, Tutino, che dovrà occupare in futuro molto del suo tempo per dimostrare l’estraneità a fatti (penalmente rilevanti) noti da tempo a molti e ora conosciuti da tutti. E ancora - forse - la fine dell’antimafia in stile crocettiano, fatta di proclami e velate minacce, sempre in attesa di conferme, di cui Manfredi Borsellino ha scoperchiato il pentolone nel giorno dell’anniversario della morte di suo padre.

Rimangono anche quelli che si pensava non dovrebbero esserci più: innanzitutto il segretario generale della Presidenza della Regione, Patrizia Monterosso, che con sentenza definitiva della Corte dei Conti dovrà restituire 1,3 milioni di euro per somme spese extra budget negli anni in cui era dirigente generale dell’assessorato alla Formazione per fondi assegnati a enti di formazione in aggiunta a quelli previsti dal Prof 2007.

Poi Antonino Ingroia che nel breve spazio di un mattino è passato dalla sfida a Napolitano alle scartoffie di Sicilia e-Servizi, società regionale in cui è riuscito a far assumere personale pur in presenza di un dissesto finanziario, per risanare il quale era stato inviato lì proprio da Crocetta. Per precisione va aggiunto che a essere “rinviato a giudizio” dalla Procura contabile e a essere sotto indagine dai magistrati palermitani, è lo stesso Crocetta, che poche settimane fa ha dovuto rispondere alle domande dei pm.