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SCENARIO/ Formica: siamo appesi a un "ricatto"

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Ormai ogni forma di partito tradizionale si è a tal punto destrutturata che gli scheletri tradizionali non ci sono più. L’ultima Opa su un partito a destra l’ha fatta Salvini con la Lega nord e a sinistra l’ha fatta Renzi quando ha conquistato il Pd. Dopo la conquista questi due scheletri si sono sfarinati. Assistiamo a una dialettica nominalistica, i cui termini sono per esempio lo scontro Renzi-Marino e quello Bonino-Pannella, cioè nient’altro che duelli rusticani interni.

 

Eppure Renzi e Salvini hanno un controllo del partito come nessuno prima di loro?

Sì hanno un controllo del partito proprio perché quest’ultimo si è sfarinato. Il loro motto è: “Il re sono io”, proprio perché nessuno è nelle condizioni di rispondere loro: “No, tu non sei il re”.

 

Perché si sono sfarinati i partiti?

Per il prevalere di altri poteri esterni, il primo dei quali è Bruxelles.

 

L’Eurotassa è un’ulteriore imposizione dall’esterno che accelera lo sfarinamento dei partiti?

No, l’Eurotassa è soltanto un diversivo. Noi stiamo vivendo una fase nella quale nulla è organicamente collocato all’interno di una visione, ma tutto è improvvisazione. L’Eurotassa in un sistema di forte unità politica dell’Europa andrebbe bene. Senza un’entità politica sovranazionale non è possibile chiamare il cittadino europeo a pagare una tassa.

 

E quindi?

Le decisioni sono nazionali, o meglio rientrano nell’ambito delle istituzioni territoriali, ma gli effetti sono globali. Un atto con una base territoriale ristretta non può avere effetti su aree sovranazionali più ampie. Il vero conflitto è tra gli effetti degli atti che si determinano e l’autorità politico-istituzionale corrispondente.

 

In che senso?

L’Europa ha deciso di iniziare da euro, area di libero scambio e unione bancaria, e adesso di vuole fare anche l’Eurotassa nell’illusione che ciò l’avrebbe portata all’unità politica, mentre è da quest’ultima che si doveva incominciare.

 

(Pietro Vernizzi)



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