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SCUOLA & ICI-IMU/ Forte: la Costituzione è dalla parte delle paritarie cattoliche

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L’indagine Ue nel caso dell’Italia non cambia la questione. Resta sempre il fatto che i Patti lateranensi sono stati riconosciuti dalla Costituzione italiana, e quindi questo “aiuto di Stato” è previsto dalla Costituzione stessa. L’adesione dell’Italia all’Ue non comporta la modifica della Costituzione. Anzi affinché ciò avvenga occorre una procedura molto più complessa di quella per aderire all’Ue.

 

E quindi?

Quindi tutte le norme Ue che non collidono con la Costituzione italiana sono automaticamente applicabili. Qualsiasi istituzione europea però non può imporre all’Italia una norma che confligga con la Costituzione italiana perché ciò implica una rinuncia alla sovranità nazionale che hanno invece gli Stati membri dell’Ue. L’Italia è uno Stato sovrano, che si riunisce agli altri Paesi in relazione a determinati compiti.

 

Come si risolve la questione degli aiuti di Stato?

Nei casi in cui l’adesione all’Ue sia stata data a prescindere dal fatto che ci fossero divergenze nelle strutture degli aiuti di Stato, è evidente che si accetta che ci sia un limite alla possibilità europea di intervenire. Lo documenta il fatto che la Corte costituzionale tedesca è stata più volte chiamata a decidere se applicare o meno le decisioni Ue anche in Germania.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
29/07/2015 - Costituzione e scuole paritarie (fabio sansonna)

Bisognerebbe chiarire una volta per tutte che la Costituzione quando dice " senza oneri per lo stato" parla dei muri, delle piastrelle, delle finestre , dei vetri , dei cessi ,de rubinetti che servono per costruire materialmente una scuola. Ma dice che gli studenti meritano un trattamento equipollente. Quindi chi vuole fare una scuola paritaria se la costruisce a sue spese, ma lo stato deve mantenere gli studenti che ci vanno. Chissà perché nessuno vuole capirlo. Purtroppo nel dopoguerra il mondo cattolico ha subito le cattive interpretazioni della Costituzione e ha rinunciato a precisare per iscritto nella Costituzione quanto ho esposto prima , contando sul fatto che all'epoca c'era benessere economico e quel che non si prendeva dalla porta lo si prendeva dalla finestra. Ma alla lunga certe cose si pagano. Come stiamo pagando il fatto di esserci accontentati sotto il governo Monti per le paritarie della definizione di enti "senza interessi commerciali" e non aver precisato invece che le scuole paritarie sono istituti di servizio pubblico e quindi e per questo non devono essere soggette all'ICI o all'IMU. Adesso ci si trova a dover dimostrare che le rette incassate per stipendiare gli insegnanti non sono interessi commerciali, assurdo....